Archiviate le posizioni degli ex consiglieri di maggioranza, resta una residuale contestazione all’ex sindaco Geraci e alla sua giunta

 

 

di Fabio Buonofiglio

Con “invito a dedurre” fatto notificare da parte della Procura della Corte dei conti di Catanzaro alla fine dello scorso mese d’agosto, veniva contestato all’intera ultima amministrazione dell’ex Comune di Corigliano Calabro, retta dall’ex sindaco Giuseppe Geraci (foto), un supposto danno erariale pari a circa 220 mila euro. L’indagine della magistratura contabile traeva origine da un esposto-denuncia presentato nel mese di giugno del 2017 alla stessa Procura da parte proprio d’un assessore di quella stessa giunta, Enzo Claudio Gaspare Siinardi

 

e d’una integrazione della denuncia formalizzata nel successivo mese di settembre. Le contestazioni della Procura avevano ad oggetto varie spese effettuate dall’ex Comune coriglianese ritenute illegittime, tra cui l’approvazione dei debiti fuori bilancio dell’anno 2016, spese per eventi d’intrattenimento turistico, per la formazione del personale comunale e per il servizio di comunicazione dell’ente.

 

A seguito delle memorie difensive depositate da parte dei difensori degl’indagati, gli avvocati Mario Elmo, Federico Jorio e Massimo Ruffo, la Procura contabile ha archiviato gran parte delle contestazioni, in particolare quelle inerenti il riconoscimento dei debiti fuori bilancio e riguardanti le posizioni di tutti i consiglieri comunali coinvolti Pasquale Magno, Yole Sposato, Angelo Caravetta, Francesco Algieri, Maddalena Avolio, Adriano Primavera, Franco Bruno, Giampiero Dardano, Giuseppe Turano, Luigi Altomonte, Antonio Ascente e Fabio Olivieri – dell’ex sindaco Geraci e dell’ex segretario comunale Salvatore Bellucci.

 

Soddisfazione per il loro proscioglimento è stata espressa proprio da parte degli ex consiglieri: «Chiunque fa politica, dovrebbe tenere bene a mente che il terreno di confronto e anche scontro deve essere sempre e solo quello della politica. Qualcuno non ha perso occasione per diffondere falsi dossier tesi a screditarci».

 

Il selfie pubblicato su Facebook da Siinardi nell’ascensore della Procura contabile appena dopo aver denunciato i suoi colleghi amministratori

 

Chiaro il riferimento proprio all’ex assessore Siinardi. Con atto notificato nella giornata di ieri, invece, la Procura contabile ha citato a giudizio Geraci ed i suoi assessori per una residuale contestazione pari a circa 70 mila euro, eventualmente da dividere pro quota tra gli ex amministratori. Compresa quella dell’ex assessore denunciante, quantificata dalla magistratura contabile in 4.500 euro.

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