I carabinieri della Compagnia coriglianese hanno eseguito due distinte ordinanze applicative della custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari nei confronti del 30enne pregiudicato del luogo Francesco Domenico Milito detto “Lupin” (foto).

 

Il giovane è indagato per furto aggravato e rapina. Le indagini erano scattate lo scorso mese di luglio, quando “Lupin” s’era reso protagonista, in pieno giorno, del furto d’alcune banconote all’interno di un’auto parcheggiata sul lungomare di Schiavonea, scoperto da un passante ch’era rimasto coinvolto in una violenta colluttazione con il ladro per assicurarsi la fuga.

 

La vittima era dovuta pure ricorrere alle cure del Pronto soccorso per le lesioni riportate. I carabinieri, intervenuti sul posto, avevano acquisito le dichiarazioni d’alcuni testimoni.

 

 

Gli altri due episodi contestati al 30enne riguardano altri due furti: il primo avvenuto la notte dello scorso 13 gennaio ai danni d’una pizzeria-ristorante di Schiavonea. “Lupin” s’era introdotto nel locale dopo averne sfondato una vetrina. Poi aveva forzato il registratore di cassa e se ne era impossessato, coi circa 150 euro al suo interno. I carabinieri effettuarono il sopralluogo e trovarono lo smartphone del ladro, perso durante le fasi del furto.

 

Acquisite pure le immagini di videosorveglianza, il ladro era stato immortalato e così i militari avevano effettuato una perquisizione nella sua abitazione, ove trovarono il vestiario usato durante il furto.

 

L’ultimo furto contestato è invece quello avvenuto la tarda mattinata dello scorso 23 gennaio in un’erboristeria di Via Nazionale allo Scalo coriglianese. “Lupin”, approfittando della momentanea chiusura del negozio per la pausa pranzo, aveva forzato l’ingresso e dopo essere entrato aveva rubato dieci profumi ed altri prodotti per un valore stimato di circa 350 euro.

 

Pure in questo caso i carabinieri avevano sentito testimoni e acquisito le immagini di videosorveglianza, e ancora una volta erano emersi chiari e gravi indizi di colpevolezza nei confronti di “Lupin”.

 

 

Il giudice, nelle ordinanze cautelari, ha evidenziato l’attitudine dell’indagato a commettere reati contro il patrimonio, valutando la sua assoluta incapacità di autolimitarsi.

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