di Fabio Buonofiglio

L’incidenza epidemiologica del Covid-19 nel mondo scolastico è bassissima e il Comitato tecnico scientifico di cui s’avvale il Governo nazionale, tornato a riunirsi proprio oggi, ha affermato che «il ritorno in aula non è più procrastinabile per il grave impatto sull’apprendimento». Ma nella Corigliano-Rossano tendente alla cosiddetta immunità di gregge, per adesso vige solo e soltanto l’impunità di quel peracottaro di sindaco che si ritrova.

 

«Come ho detto già per la settimana scorsa, è possibile che il mio provvedimento diventi oggetto di impugnativa al Tar, lo trovo del tutto legittimo. Ho notizie di altri concittadini che paventano denunce varie presso la procura ordinaria, la corte dei conti e chi più ne ha più ne metta. Anche questo, ovviamente, è assolutamente legittimo e lo rispetto».

 

Uno che parla, o meglio scrive così, può apparire “educato” a una persona ignorante o a una platea d’ignoranti. Uno che scrive così è lui stesso ignorante. E l’ignoranza è pericolosa per la società e per il progresso della sua civiltà. Uno che scrive così, infatti, illegittimamente e senz’alcun rispetto sta ingaggiando una sfida inaccettabile e pericolosa con la stessa società civile. Uno che scrive così, non può scrivere così per il sol fatto d’essere sindaco. Anzi: è proprio per questo che non può scrivere così.

 

Perché il “me ne frego” che in parole molto povere dà senso al virgolettato di Flavio Stasi (foto in alto) era il motto col quale Benito Mussolini, alla sua presa del potere favorita da altri poteri del tempo i cui discendenti maschi dovevano essere fucilati dopo la Liberazione (altro che esilio e successivo rientro in Italia!) aveva ridotto le istituzioni a bivacchi di manipoli e le leggi a carta da culo.

 

La sede comunale della Protezione civile dove bivaccano Stasi e i suoi manipoli

 

L’ennesima ordinanza di chiusura delle scuole di Stasi fa breccia, infatti, solo in quella parte di popolo sicuramente molto ben messa in salute, ma i cui figli oggi sono a serio rischio di diventare più capre delle loro premurose mammine, quelle che scrivono su Facebook in una lingua improvvisata e assai improbabile. 

 

Le stesse che rappresentano l’unico ed oramai assai ristretto bacino dove uno Stasi qualsiasi a loro immagine e somiglianza può sperare di recuperare in futuro le migliaia e migliaia di voti mandati al macero in oltre un anno e mezzo d’amministrazione fallimentare sotto tutti gli aspetti.

 

 

I giudici del Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro, infatti, non solo hanno bocciato l’ordinanza con la quale Stasi già a dicembre aveva deciso di mantenere la chiusura delle scuole, ma nelle motivazioni di merito pubblicate ieri impongono a Stasi una linea di condotta per il futuro: nessun provvedimento del genere perché continuerà ad essere dichiarato illegittimo e il Comune sarà ancora condannato al pagamento delle spese legali e processuali.

 

Sì: perché non v’era e non v’è alcuna ragione fondata sulla legge perché il sindaco di Corigliano-Rossano potesse e possa chiudere le scuole. E quel che ha raccontato e continua a raccontare Stasi su Facebook sono balle. Le balle d’un peracottaro.

direttore@altrepagine.it

 

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