La cronaca dei 365 giorni trascorsi parla di 50 mezzi carbonizzati nel coriglianese, 14 nel rossanese 11 dei quali in un maxirogo. Nel resto della Sibaritide pochi episodi. A Trebisacce l’unico “caso risolto” dai carabinieri

 

 

di Fabio Buonofiglio

Comunque lo si voglia guardare, dividere, frazionare, spaccare, paragonare, discutere e quant’altro, il numero delle autovetture incendiate nell’infausto (anche sotto questo aspetto) anno del Signore 2020, a Corigliano-Rossano fa davvero impressione: 64.

 

Scorrendo le nostre stesse pagine di cronaca, ad “inaugurare” l’annata due auto incendiate nell’area urbana coriglianese, il 14 febbraio. L’ultima, sempre a Corigliano, proprio due notti fa. 

 

E il “primato” nella città unica spetta di fatto e di diritto proprio all’area coriglianese. Che quest’anno conta ben 50 auto mandate a fuoco, numero che alza notevolmente la media aritmetica degli eventi dello stesso genere che s’erano susseguiti nella stessa area urbana coriglianese negli anni precedenti, e di quando Corigliano era un Comune a sé.

 

Nell’area urbana rossanese sono stati 14 gl’incendi d’automezzi, 11 dei quali andati a fuoco nel famigerato e irrisolto maxirogo acceso la notte tra il 25 e il 26 settembre all’interno del parcheggio sotterraneo ubicato al centro dello Scalo, tra il presidio ospedaliero “Nicola Giannettasio” e Piazza Bernardino Le Fosse.

 

 

Il resto della Sibaritide sotto questo drammatico aspetto dice poco: un’auto incendiata nel Comune di San Giorgio Albanese (in una zona proprio al confine col coriglianese), più di qualcuna nel Comune di Cassano Jonio, una a Trebisacce. Ed è proprio quello di Trebisacce l’unico caso risolto dalle forze dell’ordine, e in particolare dai carabinieri della Compagnia coriglianese del capitano Cesare Calascibetta.

 

Il capitano Cesare Calascibetta comanda la Compagnia coriglianese dei carabinieri

 

D’altri colpevoli inchiodati alle loro responsabilità ed assicurati alla giustizia, finora neppure le ombre. Evidentemente la “materia” è ostica per il mondo investigativo locale. Spesso vigili del fuoco e carabinieri non trovano alcunché sui luoghi degl’incendi, in ordine a elementi di riscontro che possano far propendere per la dolosità criminale o meno.

 

La criminalità evidentemente ha affinato tecniche e tattiche, d’altronde l’esperienza insegna. E l’opinione pubblica può farsi tranquillamente l’idea che a Corigliano-Rossano, da troppo tempo, di notte, vi sia una certa “elettricità” nell’aria, che s’aggira con fare minaccioso e determinato, in lungo e in largo, proprio nei posti in cui vengono parcheggiate le auto che poi vanno a fuoco. Speriamo in un 2021 migliore…

direttore@altrepagine.it

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