di Fabio Buonofiglio

Qui Corigliano-Rossano, domani è il Primo dicembre e l’assessore Tiziano Caudullo (foto) prende la parola in versione… Babbo Natale. Erano mesi chera “scomparso” (semmai sia esistito) l’assessore alla Città europea e al Turismo, e oggi profeticamente ricompare giusto a dire qualche ovvietà:

 

«Non saranno certamente le festività natalizie che ci eravamo immaginati, con il consueto calendario ricco di eventi che allietava la città fino all’Epifania. Quest’anno per Corigliano–Rossano il Natale sarà all’insegna della luce, simbolo di speranza di un prossimo ritorno alla normalità e di fiducia in un domani migliore». Amen
 

Questo, ovviamente, per dire alla massa d’analfabeti che popola la terza città “più europea” della Calabria che quest’anno a Natale non si farà una mazza. Già, perché qui nessuno ancora l’aveva capito e Caudullo giustamente viene in soccorso a tutti spiegandone persino i motivi, alla mentecatta massa coriglianrossanese:

 

«La situazione pandemica causata dalla diffusione del Covid-19 hanno reso necessario ripensare alle iniziative natalizie con l’obiettivo di evitare assembramenti e situazioni potenzialmente pericolose per la salute pubblica, ciononostante abbiamo deciso di ricreare la consueta atmosfera natalizia tra le vie della città attraverso installazioni luminose nei centri storici, nelle principali vie commerciali e nelle contrade del territorio comunale, proprio per richiamare in un periodo delicato come quello attuale il sentimento più autentico del Natale e infondere serenità all’intera comunità». Sia lodato il Signore. 

 

Il professore Romita e l’assessore Caudullo fianco a fianco durante un incontro per il piano turistico tenutosi a Palazzo San Bernardino

 

Un po’ meno, invece, sia lodato Caudullo. Sì, perché al popolo bue l’assessorone della giunta del sindaco Flavio Stasi avrebbe potuto spiegare – per esempio – perché certe “prestazioni” nel municipio di Corigliano-Rossano vengono liquidate ancor prima d’essere “eseguite”.

 

È il caso del “Piano condiviso e sostenibile di sviluppo turistico” di cui lo stesso Caudullo ha pubblicamente ciarlato due volte, tra gli scorsi mesi di gennaio e giugno. La realizzazione di tale “piano” era stata deliberata dalla giunta comunale il 14 gennaio. Il Comune – è scritto nella delibera – s’avvale della collaborazione del professor Tullio Romita e dell’Ises. Il primo è un docente associato di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università della Calabria, il secondo – tranquilli – non è una pericolosa cellula terroristica internazionale, bensì un improbabile istituto per gli studi economici e sociali dallo stesso fondato, del quale su Internet non v’è traccia e col quale pare collabori più di qualche disoccupato coriglianrossanese gravitante intorno all’amministrazione Stasi.

 

Il partecipatissimo incontro organizzato dal tandem Caudullo-Romita

 

Un’ambiziosa “operazione” che ha come “regista” proprio l’assessore Caudullo e per la quale il Comune ha impegnato una spesa modestissima – 7.320 euro – senz’alcun dubbio proporzionata agli attori del caso. Del “piano di sviluppo turistico” non v’è ancora alcuna traccia, se non i due annunci di Caudullo di gennaio e giugno scorsi, ma il Comune in questi giorni ha sborsato il 50% delle proprie spettanze all’illustre professore Romita.

 

La determina del caso emessa dal dirigente comunale Giuseppe Graziani è del 19 novembre scorso. Sì, perché il professore Romita lo scorso 9 giugno aveva fatto pervenire in municipio la relativa ricevuta di prestazione occasionale avente ad oggetto: “Quota pari al 50% del compenso previsto quale anticipo per l’elaborazione di una proposta di piano di sviluppo turistico sostenibile e condiviso della Città di Corigliano-Rossano”, corredata degli estremi bancari per vedersi accreditare il bonifico. Che a quest’ora sarà già bell’e accreditato sul conto corrente del professore a mo’ di strenna pre-natalizia.

 

La sede municipale di Palazzo Garopoli

 

Tra i nostri lettori saranno certamente in tanti, a questo punto, a porsi qualche interrogativo: che cos’è, e soprattutto a che – o a chi – serve l’elaborazione d’un piano di sviluppo turistico? Noi una possibile risposta ce l’abbiamo: è una scartoffia, come i tanti piani di marketing territoriale fatti commissionare nel passato remoto e prossimo dalle passate amministrazioni degli ex distinti Comuni di Corigliano e Rossano. Scartoffie che sono servite solo a pagare le occasionali prestazioni di tanti “autorevoli studiosi”, pescati sempre nel mare magnum degli amici o degli amici degli amici. E con l’amministrazione Stasi, che cosa è cambiato?

Cetto Laqualunque non avrebbe dubbi: ’na beata m…..!

direttore@altrepagine.it

 

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