Una piazza quasi deserta per un Consiglio comunale monotematico risoltosi nel flop d’un autentico fiasco politico

 

 

di Fabio Buonofiglio 

La pensata di per sé non era malamente: si rientra dalle vacanze e si ricomincia a fare “politica”. Ed è una parola assai grossa – la politica – in certi contesti, per potersi liberare dalle virgolette. Che diventano d’obbligo, in quegli stessi contesti. Così, un manipolo di “politici” tra virgolette aveva pensato di trascinare in una kermesse messa in scena nel quartiere rossanese del “Cozzo”, onomasticamente quartiere Santo Stefano dell’attuale città di Corigliano-Rossano, nientepocodimenochè il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. In particolare quest’ultimo, icona nazionale e non solo, nella lotta vera, non a pagliette, alla ’ndrangheta intercontinentale.

 

Consci che non sarebbero venuti né l’uno né l’altro, come pure la presidente della giunta regionale Jole Santelli anch’ella invitata, potevano almeno ingaggiare un cantante neomelodico napoletano per qualche lieto intermezzo nella massiccia dose d’interventi “politici” buona parte dei quali davvero assai scadenti oltre che triti e ritriti oramai da quasi un decennio.

 

 

Oggetto? L’assenza d’un tribunale nella terza città più grande della Calabria a seguito della soppressione del fu tribunale di Rossano, avvenuta nel 2012. Considerata però soprattutto l’assenza di Gratteri, di questi tempi impegnato nel maxiprocesso del secolo alla ‘ndrangheta “Rinascita Scott” nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia ed ingenerosamente strumentalizzato dal manipolo di “politici” che ha organizzato la modestissima kermesse che s’è rivelata il Consiglio comunale monotematico. Ideato dal sindaco coriglianrossanese Flavio Stasi e dalla presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo, e risoltosi in un noiosissimo sabato mattina di settembre davanti a quattro gatti di pubblico ed ancor meno delle invitate rappresentanze istituzionali del territorio della Sibaritide. Come dire: no Gratteri? No party!

 

 

Un flop totale, dunque, oltre che un autentico fiasco politico. Che mostra e dimostra, plasticamente, che la “politica” locale non è consona per quella che sarebbe invece una giusta, sacrosanta battaglia per una politica seria e capace che in città e nel suo vasto comprensorio è del tutto evidente che manca. Altro che ricambi generazionali, autodeclamate rivoluzioni politiche e culturali ed altre menate di questo genere. Dall’Alto al Basso Jonio, fino all’entroterra che guarda sulla costa, erano infatti pochissimi i sindaci che hanno risposto “presente” all’appello della premiata ditta Stasi Grillo. Ed erano assenti ben tre dei quattro parlamentari coriglianrossanesi, tutti del Movimento 5 Stelle e quindi dell’attuale maggioranza di governo, con ogni probabilità a dimostrazione della scarsa considerazione reciproca tra la deputazione e l’amministrazione comunale locali, che si risolve in uno scontro certamente non espresso ma sicuramente tra titani della “politica” locale stessa. I deputati Elisa Scutellà e Francesco Sapia, e la senatrice Rosa Silvana Abate assenti, unico presente il deputato Francesco Forciniti. Il quale ha detto d’aver interloquito proprio negli ultimi giorni col sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, e proprio per capire come poter riuscire ad aprire uno spiraglio avente l’obiettivo d’istituire il Tribunale di Corigliano-Rossano, e quindi della Sibaritide: «Dobbiamo però fare i conti con l’agenda del governo che ha sul tavolo tutta una serie di riforme della giustizia: processo civile, penale e Consiglio superiore della magistratura. Nell’autunno del 2021 probabilmente, potremmo forse mettere mano alla correzione della geografia giudiziaria».

 

Il sindaco Flavio Stasi durante il suo iuntervento conclusivo

 

In chiusura e in una piazza praticamente deserta, ha preso la parola il sindaco Stasi: «Dobbiamo riaccendere la speranza, dobbiamo aprire una vertenza e far notare al governo che oggi c’è un elemento nuovo che non si può ignorare: una città di 80 mila abitanti, la terza più importante della regione, al centro d’un comprensorio che ne conta 220 mila di abitanti e che non può rimanere privo d’un palazzo di giustizia, che è un nostro diritto». Il Consiglio comunale s’è concluso con l’approvazione all’unanimità d’una delibera – come da tempo si conviene in tutte le kermesse di tal sorta – che impegna il sindaco e la presidente del Consiglio comunale a darne comunicazione immediata al presidente del Consiglio dei ministri, alle commissioni Giustizia di Camera e Senato, ai segretari delle forze politiche rappresentate in Parlamento, alla Regione Calabria, al Consiglio nazionale forense. 

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