di Fabio Buonofiglio

Corigliano e Rossano erano politicamente ed istituzionalmente già un’unica città quando, nell’estate del 2018, il mio collega Francesco Sapia, dopo averlo scritto, dava alle stampe, pubblicava e presentava il suo Dizionario dei giornalisti rossanesi. Non fu un buon segnale quello del pur buon Francesco, decisamente. Al netto di come possiamo averla politicamente pensata, ciascuno di noi giornalisti di Corigliano e di Rossano, circa l’avvio del processo di fusione tra i due oramai ex Comuni, e di come ciascuno di noi abbia votato al referendum popolare che ne seguì e che suggellò la fusione, spogliandoci delle vesti di cittadini ed elettori la pelle che abbiamo sotto è quella dei giornalisti, dei cronisti che per professione raccontiamo i fatti che ogni giorno accadono nella città in cui lavoriamo e nel territorio circostante.

 

E che Corigliano-Rossano sia pure la città dove siamo nati e/o cresciuti, dove risiediamo, dove abbiamo stabilito i nostri affetti, dove votiamo e paghiamo i tributi e le tasse, per noialtri questi devono essere fatti avulsi. Almeno quando scriviamo e pubblichiamo. Altrimenti, proprio su noi che formiamo l’opinione pubblica graverebbe la più grande responsabilità dei cosiddetti municipalismi o campanilismi, che dir si voglia nella visione laica o curiale che anima ciascuno di noi.

 

Una seduta del Consiglio comunale cittadino

 

Per noi tutti, la notizia più importante della giornata di ieri è stata quella relativa alla convocazione del Consiglio comunale straordinario e monotematico sulla criminalità e la giustizia, finalizzato a richiedere ufficialmente allo Stato la sacrosanta istituzione d’un tribunale di Corigliano-Rossano, la terza città della Calabria. L’importante seduta, com’è oramai noto a tutti, si terrà nella mattinata di sabato 12 settembre nella Piazza Santo Stefano in cui s’erge l’estinto palazzo di giustizia (nella foto in apertura) dell’estinto Comune di Rossano, con l’auspicabile autorevole presenza del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri invitato all’appuntamento in virtù d’alcune sue recenti dichiarazioni in Commissione parlamentare antimafia che palesano proprio l’esigenza d’un tribunale a Corigliano-Rossano.

 

La presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo

 

Ma, scorrendo i titoli dei loro articoli, per i giornalisti rossanesi l’imminente seduta consiliare servirà a discutere (per l’ennesima volta) della chiusura decretata nel 2012 del «glorioso Tribunale di Rossano che fu anche sede di Corte d’appello»Amarcord. Già, perchè d’acqua n’è passata sotto i ponti da allora: vedi proprio… la fusione! Nella stessa obsoleta direzione le dichiarazioni odierne della presidente del Consiglio comunale di (Corigliano)-Rossano Marinella Grillo, ammantate d’una utilitaristica ipocrisia, solo e soltanto d’etichetta coriglianrossanese.

 

Il consigliere comunale Francesco Madeo

 

Come dare torto, allora, al consigliere comunale Francesco Madeo il quale da ieri stesso invoca pure «un Consiglio comunale monotematico di fronte l’ospedale di Corigliano al fine di difendere la struttura ospedaliera da eventuali ulteriori tagli e richiedere il ripristino dei servizi tolti»? Il processo mediatico e il dibattito sono ufficialmente aperti.

direttore@altrepagine.it

 

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