di Fabio Buonofiglio

Anno Domini 2020. Succede che nel giorno della Festa della Repubblica Italiana a Corigliano-Rossano Federico e Micuccio se le siano date di santa ragione. Oddìo, nessuna violenza per carità e fortuna. Solo una grossa disputa polemica e mediatica sui blog cittadini, che a noi non è parsa né santa né di ragione. E nemmeno di torto, eh. Ha cominciato di buon mattino il più grande (e anche il più grosso)“Micuccio” Domenico Terenzio, ora ex presidente della Pro loco coriglianese: 

 

«La Pro loco di Corigliano si dissocia dall’iniziativa “dei selfie” nelle attività commerciali pubblicizzata dall’amministrazione comunale poiché ha dovuto apprendere a mezzo stampa un diretto coinvolgimento mai esternato o condiviso, in un evento alquanto superficiale e privo di contenuti».

 

Passa solo qualche ora, e mena pure Federico Smurra, presidente della Pro loco rossanese: «Ormai sono all’ordine del giorno le arlecchinate del collega Terenzio: l’ultima è quella sul contest fotografico “CoriglianoRossanoRiparte”, iniziativa condivisa anche dallo stesso Terenzio, come potete vedere nello screenshot allegato».

 

Passa qualche ora ancora e Micuccio Terenzio si dimette da presidente della Pro loco coriglianese: «Lascio alla mia amica e vice presidente Valeria Capalbo la gestione di questa gloriosa associazione, con l’augurio di fare scelte coraggiose. Dove io non sono riuscito, lei mi auguro saprà fare la differenza».

 

Terenzio e Smurra sorridono insieme durante una recente manifestazione

 

Insomma, proprio una giornataccia per la cultura coriglianrossanese. Che prende una botta secca proprio sull’ultima iniziativa culturale. Sì, proprio quella che ha provocato il gridato divorzio tra le due Pro loco cittadine, ma benedetta dall’assessore comunale “alla Città europea” Tiziano Caudullo (nella foto d’apertura) il quale aveva fornito alla stessa il patrocinio del Comune tessendone pubblicamente le lodi. L’entusiasmante parola d’ordine dell’intellettuale guru europeista dell’amministrazione cittadina – prima che il diavolo di AltrePagine ci mettesse le corna – era stata: «Dopo il Coronavirus, per ripartire, fatti un selfie».

 

Ammettiamo di sentirci un po’ in colpa per il patatrac successo due giorni dopo il nostro articolo, e per un nostro ravvedimento operoso vogliamo metterci una pezza, una parola buona. Siamo uomini di pace in tempo di guerra, noi, in fondo. Invochiamo, allora, un intervento diretto, risoluto e risolutivo. E non potrebbe che essere quello del saggio assessore Caudullo. Il quale, da ottimo frequentatore di quei luoghi e paramenti sacri che quasi un anno fa l’hanno benedetto ad amministratore cittadino, avrebbe solo la laica noia d’indossare l’abito talare del buon “don Tiziano” e sussurrare pian pianino le paroline giuste nelle orecchie di Federico e di Micuccio. E al lieto fine scattare lui stesso la foto-ricordo della pace fatta tra i due: «per ripartire, fatti un selfie»!  

direttore@altrepagine.it

 

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