La Commissione comunale Statuto e regolamenti si confronterà coi cittadini e con le altre sue rappresentatività?

 

 

di Fabio Buonofiglio

Piersalvino De Gaetano, Rocco Gammetta, Marinella Grillo, Rosellina Madeo, Isabella Monaco, Domenico Rotondo, Maria Salimbeni, Mattia Salimbeni, Vincenzo Scarcello, Achiropita “Titti” Scorza, Gennaro Scorza, Flavio Stasi e Aldo Zagarese. Chi più chi meno, queste tredici persone, perlopiù giovani, a Corigliano-Rossano dovrebbero essere note a tutti poichè tutte componenti la massima assemblea istituzionale cittadina, il Consiglio comunale.

Il Consiglio comunale  

 

Sono coloro i quali la stessa assise, nella sua ultima seduta di venerdì scorso in diretta streaming, in seno ad essa ha deciso di scegliere per comporre la “Commissione Statuto e regolamenti”. Vale a dire quella che dovrà “partorire” l’effettivo “certificato di nascita” della città di Corigliano-Rossano voluta dai cittadini attraverso il referendum popolare del 2017 sulla fusione tra i due ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano e che poco meno d’un anno fa ha visto eletto il primo sindaco ed il primo Consiglio comunale del Comune unico.

 

La Commissione Statuto e regolamenti dovrà fornire al Consiglio comunale, che dovrà poi licenziarlo col voto assembleare, un atto importantissimo. Che dovrà essere per una parte una “carta costituzionale” di principi, valori ed obiettivi politici in cui dovranno necessariamente fondersi tra esse le radici storiche, antropologiche e culturali dei due comuni formalmente estinti, e per un’altra parte quelli che in diritto costituzionale vengono definiti interna corporis in riferimento ai regolamenti parlamentari, vale a dire in primo luogo il regolamento che disciplina il funzionamento dei lavori del Consiglio comunale (attualmente è in vigore quello dell’ex Comune di Corigliano Calabro) e gli altri regolamenti comunali che disciplinano in modo dettagliato i vari settori dell’attività amministrativa sulla base delle linee essenziali indicate proprio nello Statuto comunale, il tutto in ossequio delle leggi dello Stato. Uno degli elementi più importanti sarà l’istituzione dei “municipi” (per legge nel numero massimo di 7).

 

Il sindaco Stasi in Commissione non avrà diritto di voto

 

Dei 13 componenti la Commissione Statuto e regolamenti, 9 sono espressione della maggioranza che sostiene l’amministrazione del sindaco Flavio Stasi – il quale però non avrà diritto di voto così come la presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo – e 4 espressi dalle minoranze consiliari. La prima riunione della commissione sarà convocata a breve proprio dalla presidente dell’assise civica Grillo. E il primo atto della commissione sarà l’elezione del suo presidente e del suo vice. Per come già annunciato proprio durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, la Commissione Statuto e regolamenti sarà affiancata da un “comitato scientifico”, che sarà proposto dalla stessa assemblea civica e successivamente approvato dalla commissione, della quale supporterà i lavori e la redazione dello statuto.

 

Una gran parte dei componenti la commissione sono avvocati. Fatte le dovute proporzioni, però, nessuno di essi vanta un profilo professionale – ma soprattutto politico – da poter essere definiti un De Gasperi, un Togliatti, un Nenni, un Einaudi o un Mortati (quest’ultimo nato proprio a Corigliano) di Corigliano-Rossano. Da qui l’esigenza del comitato scientifico, che dovrà essere composto da esperti locali in diritto costituzionale ed amministrativo, come da esperti di storia ed antropologia culturale coriglianese e rossanese.

 

La presidente del Consiglio comunale Grillo in Commissione senza diritto di voto 

 

Il primo auspicio è che il Consiglio comunale e la Commissione Statuto e regolamenti possano davvero scegliere il meglio tra le (tante, per fortuna) risorse culturali della neonata città unica – i nonni, insomma – scevri dalle consuete logiche di microcabotaggio politico locale legate alle “appartenenze”, alle “vicinanze” o peggio ancora alle varie “tifoserie” maggioritarie e minoritarie che esse siano. Ma c’è un secondo ed ancor più importante auspicio: che il dibattito in seno alla commissione – non quello “tecnico”, ma quello politico sì – possa contemplare ampi, importanti e significativi momenti di confronto coi cittadini e con le diverse altre sue rappresentatività.

direttore@altrepagine.it     

 

Di admin