A Schiavonea la polizia ha fatto scattare le manette ai polsi del 25enne Angelo Giustino e del 36enne Maurizio Russo. A Rossano ferri al 27enne Domenico Accroglianò. Tutti in carcere

 

 

Tre arresti per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio. Oltre un etto e mezzo di droga sequestrata. È il bilancio dell’attività effettuata nel pomeriggio di ieri a Corigliano-Rossano dai poliziotti della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato cittadino con l’ausilio d’unità cinofile di Vibo Valentia e dei colleghi del Reparto prevenzione crimine Calabria settentrionale.

 

A finire per primo in manette è toccato ad Angelo Giustino, 25enne residente nella popolosa frazione marina di Schiavonea. Nel corso d’una perquisizione all’interno della sua abitazione, sono state infatti rinvenute e sequestrate ben 130 dosi già preconfezionate e due bustine, tutte contenenti cocaina per un totale di quasi 50 grammi, sostanza da taglio, 4 bilancini di precisione e altri 50 grammi circa d’hashish.

 

Il secondo arrestato è Maurizio Russo, 36enne anch’egli di Schiavonea e già agli arresti domiciliari per altri reati. Da lui, la perquisizione domiciliare ha fatto rinvenire ai poliziotti ben 10 dosi di cocaina preconfezionate e pronte per essere “piazzate”, e materiale utile al confezionamento delle stesse.

 

 

Il terzo arrestato è Domenico Accroglianò, 27enne rossanese ed anch’egli sottoposto al regime degli arresti domiciliari. La perquisizione domiciliare ha portato al risultato del rinvenimento di 2 grammi di cocaina e di circa 25 grammi di marijuana, già accuratamente suddivise in dosi e contenute in un borsello, del quale l’arrestato ha inutilmente tentato di disfarsi gettandolo dalla finestra dell’appartamento ed immediatamente recuperato dagli agenti della squadra di polizia giudiziaria diretta dall’ispettore capo Stefano Laurenzano. 

 

Tutt’e tre sono stati tratti in arresto in flagranza di reato, dunque. Dopo le formalità di rito, come disposto dal magistrato di turno in Procura a Castrovillari, sono stati tradotti in carcere proprio nella città del Pollino. 

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