di Salvatore Iacoi

Il presidente del Consiglio dei ministri, l’avvocato Giuseppe Conte, in occasione del suo primo insediamento ha ritenuto, autonomamente, di auto-nominarsi difensore di tutti gli italiani, quindi anche mio difensore. Per quanto è di mia conoscenza, gli avvocati hanno il dovere di difendere i loro assistiti, sostenendone i diritti costituzionalmente garantiti. Ebbene, il presidente Conte, l’incarico di difensore, almeno per quanto mi riguarda, non è stato capace di svolgerlo per nulla.

 

Anzi, si è posto come despota ed ha cominciato ad accanirsi contro di noi, privandoci di tutti i diritti che prima erano garantiti. Ha iniziato col dirci che dovevamo stare a casa perchè in strada ci potevano essere persone contagiate dal Coronavirus, senza pensare che sarebbe stato più giusto organizzare il ricovero coatto dei contagiati. Poi ci ha concesso di poterci comprare da mangiare pensando che avremmo dovuto ringraziarlo perchè non ci faceva morire di fame. Ci ha anche concesso di comprarci le medicine necessarie “bontà sua”. Intimandoci continuamente che dovevamo indossare guanti e mascherina perchè altrimenti potevamo morire e non avrebbe più potuto vessarci.

 

Ora, alla fase due, dice di concedere il diritto di aprire ad alcuni esercizi pubblici, ma a condizioni tali da scoraggiarne l’apertura e contestualmente infondere paura nei potenziali avventori che in verità sarebbero già stati pochi, ma che adesso saranno sicuramente di meno. Nel frattempo, il nostro debito pubblico è aumentato in modo esponenziale e noi dipendiamo sempre di più da coloro i quali vantano il credito nei nostri confronti. Insomma, l’avvocato Conte si è proclamato mio difensore senza nemmeno interpellarmi, ed io ora voglio pubblicamente revocargli l’incarico che si era autonomamente conferito.

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