di Rossana Lucente

È cominciato il 23 aprile e terminerà il 23 maggio il Ramadan, il mese sacro dei fedeli islamici previsto dalla legge religiosa Sharia in ricordo della rivelazione del Corano ad opera del profeta Maometto. «È il mese della preghiera, del digiuno e dell’astinenza», ci racconta M.O., una donna marocchina residente a Francavilla Marittima.

 

«I nostri mariti pregano a voce alta, mentre noi mogli dobbiamo farlo sottovoce, sottomesse alla superiorità dell’uomo. Ci si astiene dal mangiare e dal bere, dall’alba al tramonto, ma sono esentati dal digiuno i bambini, i malati, gli anziani, le donne in gravidanza ed allattamento e le donne durante il ciclo mestruale. Non perché siano considerate impuri, ma per non peggiorare la loro debolezza fisica. Così come bisogna rinunciare alle passioni carnali, rimanendo puri nello spirito e nel corpo».

 

 

In questo tempo di contagio da Coronavirus, nonostante la fede in Allah, non si potrà neanche organizzare la Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan, ognuno festeggerà privatamente nella propria casa. Infatti, a causa del divieto di assembramento, è stato chiuso anche l’edificio adibito a Moschea, in località Silva, dove gli uomini si riunivano il venerdì per recitare le preghiere pubbliche dette Jumu a, rivolgendosi verso la Qibla, il punto di adorazione della Mecca dove sorge il Santuario della Caaba.

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