Il 10 dicembre del 2018 era stato condannato dai giudici della Corte d’appello di Catanzaro per il reato di violenza privata e minacce continuate nei confronti d’una giovane prostituta di nazionalità rumena. L’uomo aveva pronunciato, con più azioni consecutive, minacce di morte nei confronti della vittima, dicendole che l’avrebbe sparata in testa, mostrandole una pistola, rivelatasi un’arma giocattolo a seguito d’una perquisizione dei carabinieri che aveva fatto seguito alla denuncia da parte della donna.

 

In tal modo l’aveva costretta ad allontanarsi dal luogo in cui la stessa stava svolgendo l’attività di meretricio. Si tratta del 56enne coriglianese Demetrio Azzinnari.

 

Il palazzo romano della suprema Corte di Cassazione  

 

Il condannato, attraverso il proprio avvocato difensore, aveva poi proposto motivato ricorso in Cassazione. Ma i supremi giudici della Quinta sezione penale hanno dichiarato inammissibili le addotte doglianze di diritto contenute nel ricorso, condannando Azzinnari alle spese processuali e al versamento di 3 mila euro in favore della Cassa delle ammende. La sentenza di condanna definitiva è stata pronunciata il 10 dicembre scorso, le motivazioni depositate il 29 di aprile.

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