di Rossana Lucente

Maria Carmela Rugiano (foto) è la dirigente scolastica a capo dell’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro” di Francavilla Marittima e Cerchiara di Calabria con sede distaccata a San Lorenzo Bellizzi e reggente dell’Istituto comprensivo “Giovanni Pascoli” di Villapiana con sede distaccata a Plataci.

 

A causa della pandemia del Coronavirus la scuola ha dovuto adottare una nuova forma d’insegnamento, ovvero la didattica a distanza. Quali sono le diverse modalità adottate?

 

La situazione emergenziale in cui ci siamo venuti a trovare ci ha imposto questo cambiamento radicale della nostra organizzazione sancito dal passaggio da una didattica in presenza ad una modalità a distanza, al fine di garantire il diritto costituzionale all’apprendimento. Naturalmente penso che la didattica a distanza non possa sostituire, se non per brevi periodi, il dialogo educativo e formativo e le esperienze concrete di apprendimento, che caratterizzano la vita scolastica di docente e discente. Questo passaggio comunque ci ha portati a cambiare atteggiamenti ed approcci, tenendo però presente che al centro deve esserci sempre l’alunno, che deve essere sollecitato e coinvolto in attività interattive e collaborative in un’ottica di processo di apprendimento collaborativo. Le nuove tecnologie e i canali di comunicazione disponibili sono divenuti ottimi alleati per ovviare alla distanza fisica ed apprendere organizzando autonomamente la scansione temporale dello studio. Nei due istituti che dirigo coi fondi europei strutturali regionali avevamo acquistato piattaforme social learning, che abbiamo immediatamente attivato creando classi virtuali per i tre gradi scolastici. Il compito degli insegnanti è stato quello di creare delle situazioni di apprendimento alternando attività sincrone, attraverso per esempio video-lezioni svolte con tutta la classe con l’utilizzo di meet o zoom, e asincrone, con l’inserimento sulla piattaforma di materiali didattici e compiti o test da svolgere. La didattica a distanza può assicurare quindi dei vantaggi, ma è fondamentale che in questi giorni i docenti, e la scuola in genere, non perdano il contatto con gli alunni. Sicuramente la mancanza di lezioni in presenza per settimane e l’assenza della normale routine scolastica hanno creato disorientamento, ed è in questi momenti che conta molto il legame, anche a distanza, che si riesce a coltivare tra insegnanti e ragazzi, nelle loro domande, nei loro silenzi, nelle rassicurazioni e nell’incoraggiamento.

 

 

Molte famiglie sprovviste di strumenti informatici in che modo sono state aiutate?

Nel corso degli ultimi anni cogliendo le opportunità di richiesta di finanziamenti ministeriali, europei e regionali, abbiamo dotato i nostri istituti di laboratori informatici e informatico-linguistici e di attrezzature tecnologiche come lavagne interattive multimediali, personal computer sia fissi che portatili e tablet. All’inizio sono stati assegnati agli alunni che ne hanno fatto richiesta, impossibilitati a provvedere personalmente, in comodato d’uso gratuito tutti i tablet in possesso della scuola. Inoltre, ci si è attivati subito per l’acquisto di altri tablet coi fondi ministeriali erogati dopo la nota del 3 aprile 2020. Attualmente sono stati consegnati alle famiglie dei due istituti circa 130 tablet. In seguito alle segnalazioni emerse dai consigli di classe, per le famiglie degli alunni meno abbienti stiamo provvedendo anche a dotare i dispositivi digitali di schede sim per la connessione internet. Abbiamo presentato,relativamente all’avviso Pon Fesr per la realizzazione di smart class per la scuola del primo ciclo, due progetti per l’acquisto di ulteriori dispositivi da assegnare eventualmente in comodato d’uso, per un importo di 13 mila euro ciascuno e siamo in attesa di autorizzazione a procedere.

 

Dinanzi alla condivisione di uno spazio virtuale e alla conseguente assenza di una interazione fisica tra docente e studente, quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

La mancanza di interazione fisica tra docenti ed alunni fa venir meno quel confronto quotidiano, fatto di sguardi, sfumature, gesti, vicinanza, che consentono di capire stati d’animo, difficoltà momentanee che possono essere risolte immediatamente con consigli pertinenti, fa scoprire la strategia più idonea da utilizzare affinché il singolo ragazzo sia motivato all’impegno, consente al docente di  accompagnare gli alunni con feedback continui che servano da rinforzo. La condivisione di uno spazio virtuale permette, attraverso le attività asincrone, sia di ampliare i tempi di fruizione dei materiali didattici, garantendo gli indispensabili tempi distesi di apprendimento, sia di attenuare le difficoltà delle famiglie in cui è spesso presente una sola attrezzatura informatica che deve essere condivisa da più figli e magari anche dai genitori coinvolti nello smart working. È doveroso ringraziare i docenti, che dando grande prova di elevata professionalità e di spirito di abnegazione ricercano attività integrative diversificate per motivare gli alunni, come quiz, attività creative, rebus o fumetti, lavori operativi e di espressività, giochi interattivi, e vanno incontro alle varie esigenze collegandosi con gli alunni in orari loro consoni per non lasciare indietro nessuno.

 

 

In questo tempo d’immobilità sociale ed economica la scuola non si è fermata. E la didattica a distanza si è trasformata in un’antidoto contro la passività e l’isolamento umano.

La situazione emergenziale ha costretto tutti ad una reclusione forzata, che ha destabilizzato e disorientato un po’ tutti, le mura domestiche che prima costituivano un rifugio sicuro sono diventate una sorta di prigione. La scuola è diventata un importante punto di riferimento sia per gli alunni sia per le loro famiglie, un canale di comunicazione, di ascolto e di scambio. I ragazzi non vedono l’ora di fare lezione, entrare nella piattaforma, relazionarsi fra di loro e coi docenti, vogliono vederli e hanno bisogno della loro presenza. Noto l’attaccamento degli studenti alla scuola, a ciò che dà normalità alla loro vita in questo momento. I genitori stanno offrendo la loro preziosa collaborazione sostenendo i propri figli, aiutandoli nei vari collegamenti, nell’utilizzo delle nuove tecnologie, sostenuti dai consigli dei docenti ai quali confidano anche dubbi e paure. L’alleanza scuola-famiglia si è rafforzata nella convinzione che una buona azione educativa dipende da entrambe le parti, che l’una ha bisogno dell’altra nel rispetto dei ruoli e con reciproca fiducia.

 

La ministra Azzolina ha annunciato che il percorso per gli esami di Stato si concluderà con una tesina. Personalmente e professionalmente cosa si augura per il nuovo anno scolastico?

Per il prossimo anno scolastico mi auguro si possa ritornare a scuola dal primo settembre per le consuete attività di preparazione ed organizzazione del nuovo anno, attraverso l’adozione di tutte le misure necessarie volte a garantire la sicurezza degli operatori scolastici e il distanziamento fisico. Mi sembra di difficile attuazione prevedere dei percorsi a supporto degli alunni che hanno necessità di recuperare apprendimenti dal primo settembre, poiché non si avrebbe la possibilità di pianificare collegialmente le modalità di ripresa dell’attività scolastica. Sono a favore dell’ipotesi di ripresa delle attività prevedendo il dimezzamento di alunni per classe, con l’alternanza di attività in presenza e a distanza. A livello personale, il mio auspicio è quello che gli scienziati, che stanno alacremente lavorando per trovare un vaccino per il Covid-19, riescano presto nella loro impresa. 

redazione@altrepagine.it

 

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