Enorme la quantità di refurtiva stipata: pure nafta e persino una lavatrice industriale

 

 

Una quantità enorme di refurtiva di vario genere e natura. Sarebbe “riaffiorata” nei giorni scorsi dall’interno d’alcuni magazzini d’una costruzione ubicata in una zona periferica di Corigliano-Rossano prossima al centro storico coriglianese ed ubicata lungo la vecchia strada di collegamento tra le due aree urbane dell’attuale città unica. Proprio sui magazzini di quel fabbricato

 

a quanto pare appartenente alla famiglia d’un noto esponente della criminalità organizzata locale e dove da tempo alloggiano degli stranieri di nazionalità rumena, i carabinieri della Stazione del centro storico coriglianese avevano concentrato qualche loro sospetto, vale a dire che essi potessero servire ad illeciti traffici. Sospetti che sarebbero divenuti certezza alcuni giorni fa – la notizia è trapelata alla nostra redazione solo ieri – proprio in seguito a un controllo “mirato” da parte di quegli stessi militi dell’Arma.

 

 

In quei garage, infatti, si trovavano stipati decine di mezzi e svariati attrezzi agricoli, diversi dei quali a quanto pare corrispondenti alle descrizioni dei modelli fornite da quanti nei mesi scorsi avevano presentato denunce per furti subiti, botti contenenti una ventina di quintali di gasolio sicuramente “spillato” in aziende agricole e non solo, addirittura una lavatrice industriale di grandi dimensioni.

 

L’intera grossa quantità di refurtiva sarebbe finita sotto sequestro per poter essere inventariata al fine di ricostruire le esatte provenienze di mezzi e strumenti rubati. Per il suo trasporto si sarebbe reso necessario un grosso camion. In molti casi potrebbe trattarsi di furti consumati molto tempo addietro, rimasti finora opera d’ignoti e quindi impuniti. Le indagini, finalizzate all’individuazione di ladri, depositari e potenziali ricettatori sono tuttora in corso e proseguono in un impenetrabile riserbo da parte degl’inquirenti, mentre alcuni mezzi ed attrezzi sarebbero già stati restituiti ai legittimi proprietari che ne avevano denunciato i furti.

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