Il sindaco Stasi: «Mai concessa alcuna autorizzazione»

 

 

di Fabio Buonofiglio

Se la nuova, nuovissima tecnologia di telecomunicazione del “5G” – benchè ancora in via sperimentale in Italia – sia nociva alla salute umana, questo non siamo in grado di dirlo. Ma che a Corigliano-Rossano da giorni se ne stia agitando lo spauracchio, questo sì. Complice Internet e chi su Internet s’esercita a scrivere e ad argomentare con titolazioni pseudo-giornalistiche che accreditano come “fatto” ciò che (almeno per adesso) è pura fantasia, vale a dire che il Comune di Corigliano-Rossano si prepara ad accogliere il “5G” attraverso l’avvenuta installazione di due apposite antenne dislocate tra il centro storico coriglianese e la Strada statale 106 jonica.

 

Emerge, infatti, da tali “informazioni”, persino l’esatta ubicazione degl’impianti, vale a dire il campanile del Santuario dedicato al Patrono Francesco di Paola, ed un’area a monte della “106” tra i due poli urbani di Corigliano e di Rossano. Nel campanile del Santuario del centro storico coriglianese è stato infatti installato un impianto della rete di video-sorveglianza istituzionale per la sicurezza sociale della zona. Che, collegata alla poco distante Stazione dei carabinieri, dovrebbe a breve entrare in funzione. Sulla “106” potrebbe trattarsi d’una nuova antenna al servizio della vasta utenza cittadina della telefonia mobile.

 

Il Santuario dedicato al Patrono Francesco di Paola

 

Per fugare ogni pur residuale dubbio, sul punto abbiamo interpellato il sindaco della città Flavio Stasi, il quale informa di non aver «mai concessa alcuna autorizzazione relativa al “5G”» e d’essere sicuro che «non esistono autorizzazioni concesse precedentemente all’inizio del mio mandato elettivo», mandato cominciato il 9 giugno dello scorso anno.

 

Il sindaco Stasi

 

Stasi precisa ancora d’essere «a conoscenza delle “voci” da giorni circolanti in città circa la posa in opera di due antenne» e d’avere perciò «formalmente richiesto all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (ArpaCal) informazioni per iscritto circa eventuali recenti autorizzazioni rilasciate da quell’ente», ma – in attesa della risposta per iscritto dell’ArpaCal – d’avere «già avuto riscontro informale a tale richiesta, che smentisce le voci in circolo».

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