«Quando è stata l’ultima volta che hanno dato invece di togliere al nostro territorio?»

 

 

Pur conscio d’alcuni malumori e “mal di pancia” serpeggianti in città tra i cittadini ed alcuni settori del mondo politico, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi (foto) difende con orgoglio ciò che può considerarsi a giusta ragione anche una sua “creatura”. Vale a dire il “polo Covid-19” istituito ufficialmente ieri dai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, che vedrà da adesso in poi affrontare direttamente in loco l’emergenza Coronavirus i medici, gl’infermieri ed il personale sanitario del presidio rossanese “Nicola Giannettasio” dell’ospedale spoke cittadino al servizio dell’intero vasto comprensorio jonico della Sibaritide.

 

Istituita la nuova unità operativa di Pneumologia con 10 posti letto, altri 10 posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva respiratoria, 10 ancora di riabilitazione cardio-respiratoria, e 6 di terapia intensiva generale che vanno ad aggiungersi ai 4 attuali del reparto di Rianimazione. Con le nuove strutture che da adesso in poi saranno dedicate esclusivamente all’emergenza Coronavirus.

 

I due presidi ospedalieri dello spoke cittadino

 

Ecco quanto pubblicamente dichiarato in proposito dal primo cittadino coriglianrossanese: «Si tratta di un provvedimento molto importante, da ogni punto di vista. Come avevo annunciato nei giorni scorsi, ho chiesto garanzie di sicurezza ed alcune misure importanti per i nostri due presidi ospedalieri “Giannettasio” e “Compagna”: Tac dedicata ai casi di Covid-19, altre attrezzature, nuovi posti letto ed unità operative da rendere permanenti, personale medico già formato, nuovo personale sanitario anche a supporto di altri reparti, ed altro ancora. Una parte di queste richieste è già contenuta nella delibera di ieri e nei documenti correlati di questi giorni, dai 36 nuovi posti letto con 3 nuove unità operative in più, alla nuova Tac». Poi il sindaco chiosa, sornione: «Non so quando è stata l’ultima volta che abbiamo letto, su un documento ufficiale della governance sanitaria, che aggiungono qualcosa a questo territorio e non il contrario», precisando che «in ogni caso, come ho detto altre volte, se ci sono le condizioni Corigliano-Rossano deve fare la sua parte, perché è una grande città, perché l’ospedale spoke nei suoi due presidi ha enormi potenzialità finora inespresse, perché ha un personale sanitario capace e coraggioso, perché la città è grata e solidale nei confronti degli altri territori che hanno ospitato e continuano ad ospitare i nostri concittadini».

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