Me ne stavo tranquillo nella mia provetta, niente di che, un piccolo monolocale ma con bagno e cucina che nella provincia cinese è già tanto, ben lontano dalle luci e dai fasti di Shangai e di Pechino. Un giorno o una sera, non ricordo bene, una mano maldestra o una mano bene addestrata, ha distrutto la provetta e quindi la mia casa e non ho saputo più dove andare. Mi sono letteralmente trovato in mezzo a una strada, ho provato a recarmi al municipio di Wuhan ma il sindaco non c’era e quell’antipatica dell’assessora ai servizi sociali mi ha detto di non avere nessuna possibile sistemazione per me e di provare, quindi, alla Misericordia o alla Croce rossa. Un po’ demoralizzato, ma speranzoso, ho girato tutta la città di Wuhan, non è stato facile attraversarla da corpo a corpo, provateci voi a farlo!

Finalmente, un responsabile della Croce rossa, dopo una breve attesa è stato molto chiaro e risoluto: «Caro mio, se speri che qui ti diamo un’altra casa perdi solo tempo, un consiglio però te lo do volentieri: se vuoi risolvere il tuo problema, vai in Italia, lì accolgono tutti e ci sarà sicuramente una bella casa popolare anche per te!». Non ho perso tempo, avevo già sentito di quanto gentili siano in Italia, una volta in aeroporto, la brutta notizia: non ci sono voli diretti tra Cina e Italia. Che brave persone gli italiani, ho pensato, per evitarmi un viaggio così lungo hanno pensato di farmi fare uno scalo a Dubai. In effetti a Dubai l’aeroporto è molto bello e con l’amico di cui ero ospite abbiamo riposato su delle poltrone che erano veri e propri letti.

 

 

Una volta in Italia ho capito subito che non era semplice essere accolto e sistemato per come mi aveva furbescamente riferito il funzionario della Croce rossa per farmi andar via, e c’era già chi era contro di me, pronto a respingermi. Il paese comunque era diviso: c’erano quelli favorevoli all’accoglienza perché ignari, ed altri che l’avversavano, in particolare alcuni del Nord. Mi era capitato di leggere giornali e di vedere qualche notiziario: in Cina avevo fatto dei danni, ma non era colpa mia, io stavo bene nella provetta e rivolevo solo la mia casa, ed ora che mi avevano fatto fare anche questo lungo viaggio, una sistemazione dovevo pur trovarla.

 

Studiai velocemente la situazione italiana e feci a me stesso la domanda se fosse più conveniente andare a vivere al Sud, posto molto bello ma dove non funziona quasi nulla, dove la gente campa col reddito di cittadinanza ed inoltre già infestato da mafia e ‘ndrangheta, o fosse meglio andare a vivere al Nord dove la sanità funziona, i trasporti sono efficienti e si fanno anche degli ottimi aperitivi. La risposta fu troppo facile. Ora sono ancora qui, ma tanti miei fratelli sono già in giro per il mondo, scacciateci, se ci riuscite, ma fate presto, riportateci a casa e rimetteteci in provetta.

 

 

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