Operazioni di bonifica quasi concluse. Il 78enne positivo potrebbe essere stato infettato durante i funerali d’uno stretto congiunto

 

 

In quarantena e chiusi all’accesso dei pazienti soltanto per una manciata di ore. Il Pronto soccorso e gli ambienti della Divisione di Radiologia del presidio “Guido Compagna” dell’ospedale spoke di Corigliano-Rossano potrebbero riaprire già nel tardo pomeriggio odierno, o al massimo in serata. Le operazioni di disinfestazione, bonifica e sanificazione degli ambienti ospedalieri interessati dal drastico provvedimento adottato dai vertici dirigenziali dell’ospedale nella tarda serata di ieri, sono infatti cominciate in mattinata. È stata già effettuata e portata a conclusione la “prima mano” delle operazioni. Ed è già in corso la seconda, in conclusione della quale

tanto il Pronto soccorso quanto la Radiologia potranno riaprire i loro accessi. Lo stato di quarantena è stato dovuto, com’è oramai noto, al consistente tempo di stazionamento e di permanenza in quegli ambienti ospedalieri del 78enne di sesso maschile, rossanese e residente nel Comune di Corigliano-Rossano, risultato positivo durante la serata di ieri al test del Covid-19, il Coronavirus, effettuatogli nell’ospedale hub dell’Annunziata di Cosenza dove lo stesso stanotte è stato poi trasferito e tuttora si trova ricoverato, nel reparto di Malattie infettive, in attesa del responso finale da Roma da parte dell’Istituto superiore di Sanità.

 

 

L’uomo era stato a contatto con un proprio figlio, ritornato in Calabria da Genova – e transitato da Milano – oltre una ventina di giorni fa per poter partecipare al lutto che aveva colpito la loro famiglia. Il defunto, che risiedeva nel Comune di Mirto-Crosia, era un suo zio, fratello della madre. Alle esequie, che s’erano tenute proprio in quel di Mirto-Crosia, aveva partecipato circa un migliaio di persone alcune provenienti pure da Comuni vicini. Ipotizzabile, quindi, che tra gli stessi partecipanti al rito delle condoglianze vi fosse qualcuno di recente ritorno dalle attuali cosiddette “zone rosse” in cui si sono registrati numerosi casi di contagio dal virus, e che il 78enne possa essere rimasto contagiato in quell’occasione.

 

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Di admin