L’indagato: «Sono certo che il mio socio ed io dimostreremo ai giudici la nostra correttezza»

 

 

In relazione all’articolo pubblicato ieri da AltrePagine relativo alla vicenda giudiziaria inerente fondi ministeriali trasferiti ad imprese nella Zona franca urbana di Corigliano-Rossano, il sindaco di San Cosmo Albanese Damiano Baffa intende precisare che «nell’ambito dell’evento “Expo delle minoranze linguistiche Arbëreshë” l’amministrazione comunale da me guidata, s’è avvalsa della collaborazione in qualità di coordinatore dell’evento, completamente a titolo gratuito, del dottor Pino De Caro, come s’evince dalla documentazione progettuale e dalla successiva rendicontazione inviata alla Regione Calabria, da cui risulta che non è stata erogata alcuna somma a favore del professionista». Il sindaco Baffa (nella foto proprio insieme a Pino De Caro durante un’intervista rilasciata l’estate scorsa a Tele Libera Cassano) si ritiene

«indignato perché un evento di promozione culturale pubblicizzato sia a livello locale che nazionale per il suo ampio respiro socio-culturale venga menzionato in articoli di tale tenore non confacenti né alla cultura Arbëreshë, di cui sono fiero di far parte, né all’amministrazione comunale che rappresento e che ha operato e continuerà ad operare nel segno della trasparenza e della legalità»

 

Pino De Caro e Giovanni Paolo Scaglione 

 

Reazione alla notizia pure da parte dello stesso indagato De Caro, accusato dai magistrati della Procura di Castrovillari, unitamente al suo socio Giovanni Paolo Scaglione, d’avere falsamente dichiarato il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 3 del Decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 10 aprile 2013, vale a dire lo svolgimento d’attività imprenditoriale nella Zona franca urbana dell’ex Comune di Corigliano Calabro, inducendo in errore il Ministero erogante le agevolazioni illegittimamente percepite, e poi utilizzate in compensazione di tributi e ritenute da parte delle società “Euroidee Srl” e “Teragate Srl”, con le indagini che hanno indotto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari a disporre il sequestro per equivalente delle somme finanziate ai due soci dal Ministero dello sviluppo economico nell’ambito del bando sulla Zona franca urbana coriglianese, vale a dire risorse finanziarie, beni ed altre utilità nella disponibilità delle stesse società. Sequestro confermato dai giudici della suprema Corte di Cassazione con sentenza dello scorso 15 gennaio. «Sono mortificato per la vicenda giudiziaria che mi vede mio malgrado coinvolto», ha dichiarato stamane De Caro ad AltrePagine, ed ha aggiunto: «sono convinto che tanto io quanto il mio socio ne usciremo a testa alta quando l’intera vicenda giudiziaria, che è ancora in fase d’indagini preliminari, finalmente si concluderà, perché abbiamo agito in buona fede, e attraverso i nostri legali sapremo dimostrarlo»

 

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