Mentre i professorini antimafia di “Libera” insegnano al mondo come consultare il sito internet del Comune!

 

 

Se uno o una “normale” ti dice «Ti sparo» oppure «Se sto guidando la macchina e ti vedo a piedi, ti metto sotto», il più delle volte non è da prendere alla lettera come autore d’una minaccia. Nel caso di persone “normali”, infatti, può trattarsi di linguaggio brutto sì, ma colorito di spacconeria soltanto verbale. Quando invece frasi del genere vengono dette oppure scritte da un pluripregiudicato, l’antifona e la musica potrebbero essere ben diverse. Le parole, insomma, possono avere un confine invisibile con eventuali fatti. E qualche giorno fa un 31enne noto pluripregiudicato coriglianese

ha scritto e pubblicato sul noto social network di Facebook un post visibile a tutti e dai toni violentissimi, esplicitamente riferito al sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi. Letteralmente, nel suo italiano assai stentato: «Il sindaco se nn lo spari nn esce a galla avete capito se lo vedo io lo zammo con la moto». Il primo cittadino ne è già a conoscenza ed ha palesato l’intenzione di denunciare formalmente il fatto alle forze dell’ordine. Sotto il post campeggiano ben 24 “Mi piace”, e 4 commenti che per fortuna sono di diverso tenore. L’autore, arrestato innumerevoli volte per svariati reati, figura tra i ventuno imputati d’un processo in corso davanti ai giudici del Tribunale di Castrovillari per associazione a delinquere finalizzata ai furti ed alle estorsioni. Il fratello, imputato nello stesso processo, è reo confesso d’un omicidio consumato a colpi di pistola ed avvenuto in città poco più d’un anno fa, e per questo, proprio nei giorni scorsi, condannato in primo grado a 30 anni di reclusione.

 

 

Tutto ciò mentre i professorini dell’antimafia del presidio cittadino dell’associazione “Libera”, nel loro fresco comunicato stampa di stamane (unica attività che ne testimonia l’esistenza) informano del loro primo atto di ciò che essi chiamano “monitoraggio civico”: «Nell’apposito portale del Comune di Corigliano-Rossano, come richiesto dalla legge, sono presenti gli elenchi dei beni confiscati agli esponenti d’organizzazioni mafiose, e l’ultimo aggiornamento risale al luglio 2019, data successiva all’insediamento in Comune dell’esecutivo Stasi. Il sindaco ha quindi mantenuto la parola data, facendosi trovare pronto su questo primo punto. Tuttavia, gli elenchi, per come presentati, non soddisfano pienamente la nostra originaria richiesta dal momento che andrebbero espresse le specificazioni, per ognuno di tali beni, relative alla consistenza, alla destinazione, all’utilizzazione, nonché, in caso d’assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario e gli estremi, l’oggetto e la durata dell’atto di concessione». I professorini dell’antimafia, insomma, insegnano al mondo che per “monitorare” un’amministrazione comunale basta aprire e leggere il sito Internet del Comune in questione. E certi magistrati che continuano a perdere tempo con lunghe, inutili, laboriose e dispendiose indagini!

 

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Di admin