Domenica mattina i carabinieri della Sezione radiomobile della Compagnia coriglianese hanno ammanettato, a Corigliano-Rossano, il noto pregiudicato del luogo Giovanni Arturi detto A vozza, di 40 anni (foto). I militi dell’Arma s’erano presentati nella sua abitazione di contrada Apollinara, dove Arturi dal novembre del 2017 è sottoposto al regime degli arresti domiciliari per estorsione, e per un altro processo a carico suo e d’altri per associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni, il processo denominato “Tribunale” che si sta celebrando proprio in questi mesi dinanzi ai giudici del Tribunale di Castrovillari.

Non è stato però trovato in casa. I carabinieri hanno allora chiesto alla moglie dove si trovasse, e la stessa asseriva che il marito era autorizzato dall’autorità giudiziaria ad assentarsi per andare a lavorare. Effettuati gli accertamenti del caso, è emerso che le autorizzazioni non coprivano il giorno della domenica e che comunque l’uomo aveva il permesso di svolgere attività lavorative ed agricole soltanto nell’area adiacente la sua abitazione. Avvisato telefonicamente dalla stessa consorte, dopo circa venti minuti è rincasato, a piedi, passando dalla recinzione del terreno confinante e sostenendo, senza riuscirci, con assoluta calma, che le autorizzazioni coprivano la sua uscita domenicale e che stava lavorando al fondo contiguo al proprio. I carabinieri, oltre a sottolineare che egli non era autorizzato per il giorno della domenica, facevano notare all’evaso che era vestito con un abbigliamento tutt’altro che da lavoro agricolo e che le sue scarpe ginniche non erano affatto sporche di terra.

 

 

Il magistrato di turno in Procura a Castrovillari ne ha perciò autorizzato l’arresto del 40enne, dopo di che, in attesa del processo cominciato ieri e poi rinviato al prossimo mese di marzo (Arturi è difeso dall’avvocato Antonio Pucci), è stato riassegnato agli arresti domiciliari. 

 

 

 

 

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