Si tratta dell’avvocato Enzo Reda di Corigliano-Rossano

 

 

Stamane, a Roma, presso la Cancelleria della Corte di Cassazione è stata depositata da parte dei primi firmatari la Proposta di legge d’iniziativa popolare “Almeno il 55%”, intesa a far assumere al Governo italiano l’obiettivo del 55% di riduzione dei gas serra entro il 2030, come proposto per tutta l’Unione europea dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e recentemente approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo.

Questi i punti fondamentali della proposta: 1. Costituzione d’un fondo per il contrasto ai cambiamenti climatici per il conseguimento dell’obiettivo, da inserire nella legge di bilancio; 2. Azioni internazionali del Governo italiano per una “moratoria” mondiale dei combustibili fossili; 3. Provvedimenti del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e del Ministero dell’Ambiente per la ricerca e l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità; 4. Riduzione progressiva dei sussidi ambientalmente dannosi (Sad), erogati dal Governo a favore dei combustibili fossili per circa 19 miliardi d’euro l’anno, in misura adeguata a coprire il “fondo” fino all’entrata in vigore della “Carbon tax”, che il Parlamento europeo sta approntando. La proposta sarà presto pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, e da lì s’aprirà formalmente la campagna per la raccolta delle firme.

 

 

Tra i primi dieci firmatari figura l’avvocato calabrese Enzo Reda, politicamente impegnato da tanti anni nelle battaglie sull’ambiente, il quale vive ed opera a Corigliano-Rossano (nelle foto assieme agli altri primi firmatari stamane in Cassazione). Il professore di Fisica dell’Università “La Sapienza” di Roma Massimo Scalia, il quale ne è primo firmatario, ha ricordato: «La raccolta delle firme sarà un’occasione d’informazione e mobilitazione dei cittadini sul tema dei cambiamenti climatici, delle loro drammatiche conseguenze e di quel che dobbiamo pretendere dai Governi. In particolare, quel che dobbiamo esigere dal nostro, che nel Piano nazionale energia e clima prevede un vergognoso 33% (per i gas non Ets), abissalmente lontano dall’obiettivo dell’Unione europea voluto per fronteggiare al massimo la più grande minaccia di questo secolo. Spero che anche grandi associazioni e le organizzazioni sindacali vogliano darci una mano sostanziosa in questa sfida tanto impegnativa quanto necessaria».

 

 

 

 

 

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