Va bene. Va bene tutto. Va bene il ricordo della vergogna mondiale della shoah anche nelle decine e decine di selfie su Facebook col poliedrico grande artista Moni Ovadia (foto). Ed è l’apoteosi invernale della sinistra da salotto coriglianrossanese, oggi finalmente di nuovo al potere di poter fare, ma troppo accomodata sulle eleganti poltrone rosse di Palazzo San Bernardino. Va bene pure che il sindaco Flavio Stasi urli urbi et orbi di voler bloccare la strada insieme alla sua gente perché Poste italiane vuole chiudere l’ufficio postale di Cantinella e va bene nonostante il sindaco avrebbe dovuto sapere, e non sapeva, che Poste italiane aveva formalmente sollecitato il Comune, anche in questi ultimi mesi, per la messa sicurezza e l’agibilità dell’edificio che ospita quell’ufficio postale, che è di proprietà del Comune. Ma va bene: veniamo pure noi ad occupare la strada, e pure il marciapiede se necessario.

Va bene pure la strigliata alla Polizia municipale ed al suo comandante su una maggiore presenza ed efficacia operativa sul territorio, giusto per far pesare al comandante stesso il rinnovo del suo decreto di proroga nell’incarico per i prossimi mesi, anche se quest’ultimo ed i suoi agenti non sanno il posto da dove andranno a cominciare e a concludere le loro ore di lavoro, da qui al prossimo mese nell’area urbana coriglianese, perché nei locali che ancora per poco ospitano il Comando dei vigili prestissimo, a quanto pare, saranno allocati gli uffici d’Agenzia dell’Entrate-Riscossione, l’ex Equitalia per intenderci. E ci mancherebbe non andassero bene i tempi record coi quali il Comune ha riaperto al traffico veicolare il sottopasso rossanese di Viale Luca De Rosis, quando l’altra sera dallo stesso erano piovuti dei calcinacci ed era stato chiuso per sicurezza dai vigili del fuoco. Va bene tutto e continua ad andar bene qualsiasi propaganda dell’ordinario e dello straordinario, in qualsiasi forma e d’ovunque essa arrivi, anche dal buon consigliere comunale Biagio Frasca meglio noto per il proprio iperattivismo da ottimo social networker.

 

Il sopralluogo dei carabinieri sul centralissimo luogo dell’ultimo agguato di ‘ndrangheta

 

C’è, però, che nel centro storico coriglianese, tra la sala del Consiglio comunale ed il maestoso Castello ducale che è uno dei simboli della città di Corigliano-Rossano, proprio mentre accadevano tutte queste belle cose si sparava a colpi di calibro 38 e per un caso fortuito non c’è scappato il settimo morto ammazzato di ‘ndrangheta nel giro d’un anno. C’è che per una manciata di minuti soltanto proprio un gruppo di consiglieri ed assessori comunali non s’è trovato in mezzo alla sparatoria mentre era di ritorno proprio dalla sala consiliare ove aveva tenuto una riunione istituzionale, c’è che al Castello c’erano già gli spettatori d’un concerto tenutosi quella sera e ci sono tutte le cronache nere del caso. E c’è che su questo c’è il silenzio istituzionale e politico del sindaco Stasi, dei suoi assessori, dei consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza, dei loro partiti o movimenti d’appartenenza e di riferimento. Silenzio tombale e – crediamo – assenza d’efficaci iniziative istituzionali e politiche sulla ferocia della criminalità organizzata locale. E sulla sicurezza pubblica, che l’ultimo atto criminale ha messo a serio rischio, mettendo a rischio addirittura dei rappresentanti istituzionali della città e delle persone che quella sera si sono recate in uno dei luoghi-simbolo cittadini della cultura, per assistere a un evento. 

 

La torta per il primo compleanno del presidio locale dell’associazione antimafia “Libera”

 

C’è, infine, persino il silenzio del presidio cittadino dell’associazione antimafia “Libera”, che nei giorni precedenti aveva tenuto a “notiziare” del suo primo compleanno d’attività con torta, spumante e pasticceria ben assortita. Un anno nel quale il versante coriglianese della grande città di Corigliano-Rossano ha già registrato tre morti ammazzati coi corpi dei delitti rinvenuti dalle forze dell’ordine e due sparizioni umane entrambi opere della lupara bianca della ‘ndrangheta, che talvolta sceglie d’eliminare in silenzio i suoi nemici interni. Più un altro morto ammazzato sul versante rossanese, un delitto consumato per logiche criminali differenti, ma maturato tra le stesse “risorse umane” della criminalità organizzata coriglianrossanese. Vogliamo parlarne? E – subito dopo averne parlato – vogliamo alzarci istituzionalmente e politicamente da quelle poltrone rosse per cercare di creare un argine a quest’assedio militare da parte d’un esercito non convenzionale?

 

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Di admin