I fratelli Giuseppe e Damiano Riforma di 19 e 26 anni, ed il rumeno Narcis Burciu di 20 sono stati arrestati dai carabinieri stamane

 

 

Presi dai carabinieri della Compagnia coriglianese gli altri tre giovanissimi presunti componenti del branco che nelle settimane scorse aveva torturato un 57enne disabile nel proprio appartamento dove lo sfortunato vive col proprio fratello 55enne nel pieno centro della popolosa frazione dello Scalo coriglianese, appena dietro Piazza Giovanni Paolo II meglio nota come “piazza salotto”. I militi dell’Arma stamane hanno dato esecuzione alle tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari Chiara Miraglia per il gruppetto presunto complice del 19enne coriglianese Alessio Sposato, già arrestato lo scorso 6 dicembre.

Si tratta dei coriglianesi Giuseppe Riforma di 19 anni, del fratello Damiano Riforma di 26 (difesi come Sposato dall’avvocato Francesco Paolo Oranges), e del rumeno Narcis Burciu di 20 (difeso dall’avvocato Antonio Pucci)Come Sposato, sono accusati di tortura aggravata, violazione di domicilio ed interferenze illecite nella vita privata.

 

Le indagini sono state condotte dagli uomini dell’Arma in forza alla locale Sezione operativa radiomobile. Sulla base degli accertamenti compiuti dagl’investigatori, delle dichiarazioni rese da Alessio Sposato dopo il suo arresto – il quale aveva confermato gli addebiti a suo carico chiamando in correità gli altri tre negli atti persecutori compiuti verso il disabile – nonché sulla base del sequestro dello smartphone d’uno dei ragazzi e delle sommarie informazioni rese da due degli stessi indagati e della refertazione medica, il gip ha emesso le ordinanze richieste dal sostituto procuratore Valentina Draetta ed eseguite stamane. La vittima veniva circondata dai propri aguzzini mentre era a letto, terrorizzata, schernita, schiaffeggiata, derisa, spinta in uno stato di confusione e disorientamento e ripresa attraverso lo smartphone con dei filmati poi diffusi sul popolare social network di Instagram. Il tutto per mero gioco e divertimento come dichiarato dagli stessi protagonisti.

 

Il Tribunale di Castrovillari

 

Il gip contesta agli arrestati pure il reato di violazione di domicilio «in quanto è ritenuta pacifica, sulla base delle risultanze investigative, la loro introduzione nell’abitazione della vittima contro la sua volontà, desumibile anche dal fatto che il branco abbia provato a travisarsi i volti durante i pestaggi con sciarpe od altri indumenti. Nessun freno inibitorio e nessun rispetto della dignità della persona, assenza di sentimenti d’umana pietà nei confronti dei più deboli, resi palesi dalle risate che nel video si sentono a conclusione dell’incursione notturna, tutte circostanze che sono state valutate dal giudice come elementi sintomatici di personalità allarmanti ed incapaci di tenere a freno gl’istinti prevaricatori e violenti». Adesso il quartetto rischia dai 4 ai 10 anni di reclusione.

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Di admin