Ecco chi sono gli aspiranti consiglieri regionali in città e nella Sibaritide

 

 

Un quadro di grande confusione e di massima incertezza. È quello relativo alle prossime ed oramai imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria del 26 gennaio. Che vede il quadro – appunto – acceso, ma il motore ancora spento. Già, perchè il motore sono le candidature per la carica di presidente della giunta regionale o “governatore” che dir si voglia. Nel Centrodestra il principale aspirante, Mario Occhiuto di Forza Italia, attuale sindaco di Cosenza che proprio sotto la sua gestione nei giorni scorsi è piombata nel baratro del dissesto finanziario, non è gradito al più importante partito della coalizione, la Lega di Matteo Salvini, con ogni probabilità a causa delle gravi vicende giudiziarie che vedono coinvolto lo stesso Occhiuto. Al nome sgradito alla Lega, però, ancora non v’è alcuna reale alternativa. Voci su voci vorrebbero al suo posto

il fratello Roberto Occhiuto, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, oppure il sindaco forzista nonché presidente della Provincia di Catanzaro Sergio Abramo oppure ancora la presidente del Tribunale di Latina Caterina Chiaravalloti, molto più nota come figlia dell’ex presidente forzista della Regione Giuseppe Chiaravalloti che come giudice (è stata pure presidente del Tribunale di Castrovillari), ma si fa pure il nome della parlamentare Wanda Ferro esponente di Fratelli d’Italia, che potrebbe essere un nome più gradito alla Lega benchè la candidatura a governatore per il Centrodestra toccherebbe a Forza Italia e non alla Lega o a Fratelli d’Italia.

 

Il Centrosinistra com’è noto non esiste più da tempo e il Partito democratico in Calabria pare essere stato definitivamente lasciato solo dal proprio alleato di governo nazionale, il Movimento 5 stelle che oramai sembra ben determinato nell’intenzione di costruire una coalizione civica, perché è necessario superare la soglia di sbarramento elettorale dell’8% altrimenti neppure il candidato presidente mette piede in Consiglio regionale. E il prescelto del M5S risponderebbe al nome di Francesco Aiello, docente all’Università della Calabria, sul cui nome però in queste ore monta la protesta della base del MS5 stesso dal momento che Aiello cinque anni fa aspirava a diventare assessore regionale proprio nella giunta dell’uscente e indigesto al movimento quanto al suo stesso partito, il Pd, vale a dire il presidente attuale Mario Oliverio. E nel Pd c’era un solo forte aspirante, vale a dire proprio Oliverio cui il partito ha però da tempo sbarrato la strada in favore dell’imprenditore Pippo Callipo prima e del suo collega Florindo Rubbettino poi, proprio in una logica d’alleanza col M5S, cui l’alleanza col Pd in Calabria è però indigesta al pari d’Oliverio. Fatto sta che dopo i “No, grazie” di Callipo e Rubbettino, il Pd è senza neppure l’ombra d’un candidato governatore, proprio mentre Oliverio sembra determinato a cercare la riconferma con una coalizione di proprie liste civiche. Al palo resta quindi il Pd, da mesi affidato alle “cure” di Stefano Graziano, inconcludente commissario regionale giunto dalla Campania, e ultimamente pure a quelle di Franco Iacucci, il presidente della Provincia di Cosenza già fedelissimo di Oliverio, unitamente a quelle dei pochi consiglieri regionali rimasti nel partito, tra questi Mimmo Bevacqua e Carlo Guccione un tempo anche loro legatissimi allo stesso Oliverio. Quest’ultimo, dopo quarant’anni d’incarichi e cariche di primissimo piano avuti grazie al proprio partito, circondato ancora oggi solo da chi ha ricevuto prebende rendendosi funzionale al suo sistema di potere, nulla restituisce in cambio al partito stesso rimasto nella totale assenza d’una nuova e competente classe dirigente regionale cui affidare il testimone del futuro. Poi c’è la coalizione civica che candida a presidente Carlo Tansi, noto geologo ed ex capo della Protezione civile regionale.

 

Il convegno di ieri del Pd

 

E in questo quadro per nulla confortante, nella Sibaritide, e in particolare nella nuova grande città di Corigliano-Rossano, come al solito abbonda l’inutile convegnistica di pre-campagna elettorale organizzata dagli aspiranti ad un seggio in Consiglio regionale non si capisce con chi e per quale progetto futuro per la Calabria, per la Sibaritide, e per Corigliano-Rossano. Ieri è toccato ad Aldo Zagarese del Pd, consigliere comunale proprio di Corigliano-Rossano collocato all’opposizione del sindaco Flavio Stasi. Trito e ritrito l’argomento-tema dell’incontro: “Ss 106 e area portuale Corigliano-Rossano, quale futuro?”. In passato ce ne sono stati già diecimila di convegni aventi lo stesso tema e lo stesso punto di domanda, ma del futuro non s’è vista mai alcuna traccia. Ora ci prova Zagarese e il suo Pd coriglianrossanese coi suoi perenni e non chiari “riti” tra commissariamenti, nuovi organismi direttivi e congressi cittadini mai celebrati, che proprio al convegno di ieri ha visto far capolino a Corigliano-Rossano la propria componente di “Base riformista” guidata a livello nazionale da quel Luca Lotti già braccio destro di Matteo Renzi, e abbiamo detto tutto.

 

Il convegno di sabato scorso del M5S

 

La settimana scorsa sempre a Corigliano-Rossano pure il M5S che esprime quattro parlamentari cittadini ha tenuto un convegno, che a conti fatti è servito per tirare la volata all’aspirante consigliere regionale Davide Tavernise, già consigliere comunale di Mirto-Crosia.

Ma Corigliano-Rossano è storicamente “terra di conquista” per i mestieranti della politica provenenti da altre zone della provincia ad ogni tornata elettorale regionale. Qui, infatti, quando si tratta di dare il voto, non si guarda in faccia a nessuno. Neppure la faccia (tosta) d’un consigliere regionale uscente e nuovamente aspirante come Orlandino Greco di “Italia del Meridione”, nel cui procedimento giudiziario per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale e voto di scambio la Regione Calabria e il Ministero dell’Interno si sono costituiti parti civili. E ieri pure Orlandino Greco è stato a Corigliano-Rossano a pontificare sul nulla cosmico di “Turismo, prospettive e opportunità” (nella foto d’apertura).

 

Il consigliere regionale uscente Gianluca Gallo

 

Ancora non si sono ufficialmente “mossi” – ma ben presto lo faranno – diversi altri aspiranti consiglieri regionali della Sibaritide e di Corigliano-Rossano. A cominciare dall’uscente di Forza Italia Gianluca Gallo, il quale dal fronte dell’opposizione al governatore Oliverio ha lavorato bene e s’è distinto. A seguire l’ex consigliere regionale bocciato come candidato a sindaco della terza città della Calabria Giuseppe Graziano, Ernesto Rapani di Fratelli d’Italia ed altri. Nomi noti e storie già viste e riviste, insomma, in una città dove l’unico fatto nuovo restano le recenti elezioni comunali e l’elezione del sindaco movimentista Flavio Stasi chiamato a guidare un difficile processo politico come quello della costruzione della nuova grande città calabrese. Che, in presenza d’una classe politica adeguata e non esclusivamente interessata a rendite di posizione personali, potrebbe assurgere a modello da seguire…       

 

 

 

 

 

 

 

 

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