Il 9 maggio del 2016 i carabinieri della Stazione di San Giorgio Albanese e della Sezione operativa radiomobile della Compagnia coriglianese l’avevano arrestato poco dopo uno scippo che aveva consumato nel piccolo comune di San Cosmo Albanese, dove aveva strappato di dosso una collana d’oro ad un’anziana signora di 76 anni, provocandole delle lievi lesioni, ed era poi fuggito a bordo di un’auto condotta da un complice, quest’ultimo rimasto ignoto in un primo momento, ma successivamente identificato ed arrestato dagli stessi carabinieri.

La vettura, ritrovata poi proprio nella disponibilità dello scippatore, era risultata rubata ad un rivenditore del luogo al quale era stata restituita. Perquisito, lo scippatore era stato trovato in possesso anche di 200 euro in banconote false di vario taglio, ovviamente sequestrate dai carabinieri, ed era stato tradotto in carcere.

 

Vincenzo Gencarelli, 29enne coriglianese residente nella zona di contrada Mandria del Forno a Corigliano-Rossano, era stato poi condannato, tanto dai giudici del Tribunale di Castrovillari quanto dai giudici della Corte d’appello di Catanzaro. Questi ultimi, in parziale riforma della sentenza di primo grado, nel febbraio del 2018 gli avevano inflitto la pena di 2 anni di reclusione e 700 euro di multa per i reati di furto con strappo, lesioni personali e furto aggravato.

 

La sede della Corte di Cassazione

 

Gencarelli, attraverso il proprio avvocato difensore, aveva poi proposto ricorso per Cassazione contro la sentenza d’appello, ricorso che i supremi giudici di terzo, ultimo e definitivo grado hanno ritenuto inammissibile per i suoi motivi manifestamente infondati. E con la declaratoria d’inammissibilità del ricorso, gli “ermellini” del “palazzaccio” romano di Piazza Cavour hanno condannato il ladro pure al pagamento delle spese processuali e di un’ammenda di 3 mila euro

 

 

 

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