Sono comparsi stamane, per gl’interrogatori di garanzia al cospetto del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari Carmen Ciarcia, gl’imprenditori coriglianesi Luigi Caputo, di 56 anni – il quale s’è avvalso della facoltà di non rispondere – e Vincenzo Cosimo Feraco, di 50. Entrambi arrestati nella mattinata di sabato scorso e sottoposti al regime cautelare della detenzione domiciliare, sono indagati per estorsione, minacce e turbativa d’asta

in relazione alle pressioni che gli stessi avrebbero esercitato su d’un terzo imprenditore coriglianese per farlo desistere dal proposito di partecipare ad un’asta giudiziaria bandita dal Tribunale di Castrovillari per la vendita d’un capannone nella zona industriale coriglianese di Corigliano Rossano, dove tutt’e tre gl’imprenditori a vario titolo operano da anni.

 

Gli avvocati difensori dei due indagati hanno già presentato i ricorsi al Tribunale del Riesame di Catanzaro. Alle porte dei due imprenditori sabato mattina avevano bussato i militari della locale Tenenza della guardia di finanza, su disposizione del sostituto procuratore di Castrovillari Luca Primicerio, il quale aveva avanzato ed ottenuto dal gip Ciarcia l’emissione dell’ordinanza applicativa delle misure cautelari nei loro confronti.

 

Le presunte condotte delittuose di Caputo e Feraco erano state denunciate dallo stesso imprenditore presunta vittima, che agl’inquirenti aveva riferito d’essere stato avvicinato e minacciato da alcuni soggetti al fine d’imperdirgli di partecipare all’asta per la vendita di quel capannone industriale. I legali dei due imprenditori, esaminata l’ordinanza di custodia cautelare, nei loro ricorsi ai giudici del Riesame che si pronunceranno nei prossimi giorni, hanno evidenziato la circostanza secondo la quale Caputo e Feraco non si conoscono personalmente, per cui l’accusa d’aver agito in concorso tra loro risulterebbe a loro parere altamente improbabile.

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