Un gran guazzabuglio di piccolo cabotaggio, senza programmi e senz’idee: solo una corsa affannosa al potere per il potere. Così è ridotta la politica a Corigliano Rossano a pochi mesi dall’importante appuntamento elettorale del prossimo 26 maggio con le prime elezioni comunali della nuova grande città nata dalla fusione delle due ex distinte municipalità. Non c’è destra – solo formalmente – né sinistra, non c’è capo né coda. I padroni del vapore sono sempre gli stessi noti da anni ed anni a tutti, ma tutti hanno cambiato pelle per essere meno riconoscibili da parte delle decine di migliaia di cittadini elettori che saranno chiamati al voto. Ma guai a riferirsi ai loro vecchi riferimenti partitici. Già, perché oggi si dicono (quasi) tutti “civici” per la pazza rincorsa del potere già in atto.

I più furbi, per ammantare tale corsa di seriosità, parlano di “legislatura costituente”: ignoravamo che la legge regionale istitutiva del Comune di Corigliano Rossano avesse attribuito pure la potestà legislativa al suo Consiglio comunale! Una “costituente”, quindi, dove non siederanno dei novelli De Gasperi o Togliatti, ma, per come rischiano di mettersi le cose, soltanto delle mezze pugn… calzette pronte a dire Signorsì ognuno al proprio Comandi badrone! E vediamoli da vicino questi “padroncini”, tutti ex qualcosa o di qualcosa e talvolta di qualcuno. 

 

LA DESTRA DEL “GENERALE” GRAZIANO Il più quotato a indossare la fascia di primo sindaco è proprio quello che Corigliano Rossano l’ha formalmente inventata, quand’era saltimbanco tra Forza Italia ed il suo movimento “Il Coraggio di cambiare l’Italia” in Consiglio regionale ove presentò la proposta di fusione tra i due ex Comuni, poi divenuta legge e confermata dal referendum consultivo popolare. Parliamo ovviamente del cosiddetto “generale” Giuseppe Graziano. Attorno alla sua figura è nata – e prospera sta crescendo – una grande alleanza per la presa del potere che definire altrimenti che destra sarebbe un’offesa all’intelligenza dei nostri lettori, altro che “civismo” e pugn… alle scimmie. Già, perché chi c’è con Graziano? È presto detto: i vertici locali di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani e Giovanni Dima, il comitato delle “4 x 100” (come la staffetta) associazioni di Amerigo Minnicelli, i neosimpatizzanti di “Direzione Italia”, il movimento politico creato dall’ex numero due di Berlusconi nel Mezzogiorno d’Italia ed ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto per farsi portare in lettiga all’Europarlamento di Strasburgo anche coi voti che serviranno al nostrano “generale” per farsi magari benedire sindaco di Corigliano Rossano. E se la destra che ha sempre contato e che continua a contare sta già, e alla fine com’è fin troppo facile prevedere starà tutta col “generale” (alla chiamata alle armi manca ancora qualche nome noto intento a “contrattare”) a sinistra o centrosinistra che dir si voglia sono due i nomi oramai sulla bocca di tutti eccetto che su quella degli stessi interessati che la volontà di candidarsi a sindaco non l’hanno, almeno pubblicamente, ancora dichiarata. E parliamo del movimentista da sempre Flavio Stasi, leader ambientalista del movimento “Corigliano Rossano pulita”, e del movimentista odierno Luigi “Gino” Promenzio, dirigente regionale del Partito democratico ma, al contempo, presidente dell’associazione civica “Fiori d’arancio”, formazione che vede una partecipazione variegata e che, oltre a qualche altro esponente del Pd, vede pure la presenza di pezzi di destra perlopiù coriglianesi che da quelle stesse parti per accreditarne il potenziale consenso elettorale hanno imparato a definirli “pentiti”.

 

Giuseppe Graziano

 

PROMENZIO E LA “CACCIA” FALLITA AI VOTI DELL’EX SINDACA. Con Promenzio due nomi della destra su tutti gli altri: Giuseppe Pucci e Rosamaria Morano, già assessori dell’amministrazione coriglianese di destra d’un decennio addietro poi disciolta per mafia e guidata dall’allora sindaca Pasqualina Straface (nella foto d’apertura). A proposito della Straface: pure lei pare nelle ultime settimane sia stata insistentemente tirata per la giacchetta a sostegno di Promenzio, ma da quel che registriamo la stessa non sarebbe intenzionata ad alcuna propria forma di partecipazione alla prossima campagna elettorale. Solo e soltanto millanterie interessate, dunque, ed interessate in particolare a quell’ampio consenso elettorale che la Straface ha potenzialmente conservato in particolare in alcune zone del coriglianese.

 

Luigi “Gino” Promenzio

 

LA GUERRA ALL’INTERNO DEL PD. Proprio in “zona Promenzio” è scoppiato un casus belli intorno al congresso del circolo rossanese del Pd, celebrato e subito annullato per il mancato placet da parte della federazione provinciale dello stesso partito. Segretario del circolo era stato eletto Giuseppe Tagliaferro, il quale, nel più importante partito di quel centrosinistra che stenta a ricomparire all’orizzonte e dilaniato da faide interne e diverse posizioni proprio in ordine alla scelta del candidato sindaco da sostenere, lui, il “segretario per un giorno” sostiene proprio Promenzio. Prove di forza, dunque, nel Pd, dall’una e dalle altre parti, queste ultime rappresentate in seno ad un coordinamento cittadino legittimato dalla federazione provinciale e non riconosciuto dai supporter di Promenzio i quali ne fanno ovviamente parte (Promenzio compreso) e vi partecipano alle riunioni. Cose da P(azzi)d, verrebbe da dire. L’oggetto del contendere sembrerebbe essere riconducibile al diktat di Promenzio e dei suoi, propugnatori d’un cartello di liste civiche senza simboli di partiti, compreso quello di cui lui stesso è un dirigente regionale. Una volontà chiaramente finalizzata a non indispettire i nuovi amici della destra – anche se della destra “povera” messa a confronto con le truppe militari del “generale” – tra i quali oltre ai già menzionati Pucci e Morano s’annovera pure Giampiero Dardano, ex consigliere comunale coriglianese della compagine di destra dell’ex sindaco Giuseppe Geraci. Un’operazione politica insomma, quella in atto dalle parti di Promenzio, di cinico trasversalismo elettoralistico. Ad ogni modo, è più facile prevedere quando gli uomini ed i marziani cominceranno a dialogare tra loro, che quello che succederà nel Pd, e soprattutto cosa farà il Pd da qui alle prossime settimane.

 

Il circolo Pd dello Scalo coriglianese

 

LA SINISTRA DI STASI. E Flavio Stasi? Lui vi dialogherebbe pure col Pd nella prospettiva d’una coalizione di centrosinistra, ma non saprebbe con chi parlarne. L’esponente di sinistra (con ogni probabilità l’unico alle elezioni di maggio) gode già dell’incondizionato sostegno di “Corigliano Rossano Domani”, movimento politico progressista d’ispirazione più moderata, e d’un attivismo che proprio attorno al suo movimento “Corigliano Rossano Pulita” sembra stia crescendo – anche tra diversi oramai ex esponenti del Pd che da tempo hanno abbandonato quelle faide – e che pare lo stia consigliando a maturare la scelta d’ufficializzare la propria candidatura a sindaco da qui a brevissimo con una manifestazione di piazza.

 

Flavio Stasi

 

I CINQUE STELLE E “GLI ALTRI”. Più di qualcuno si chiederà: ma in tutto quest’ambaradan che fa il Movimento 5 Stelle al governo della Nazione e con quattro parlamentari di Corigliano Rossano? Ne parleremo certamente, come parleremo d’altre formazioni politiche neonate che in queste settimane e in questi giorni, sgomitando, si vanno proponendo anch’esse alla guida della nuova grande città oppure in offerta ai migliori e più forti offerenti, ma lo faremo da qui alle prossime “puntate”…                      

 

 

 

 

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