Chi non salta un mafioso è. Quasi come allo stadio. D’un tratto è indignazione generale. E tutti puntano il dito. A scatenare l’ondata pro legalità è quel discolo di Buonofiglio che, sul suo AltrePagine, pubblica la lettera di un’anonima signora che ricorda (con affetto o stima, addirittura?) un presunto affiliato ucciso dalla ‘ndrangheta. Un tipo di scelta editoriale che scandalizza tanti: ai mafiosi non si dia spazio. Giusto. La crociata contro la ‘ndrangheta va condivisa senza se e senza ma. Tuttavia…

proprio mentre in tanti si scandalizzano per l’uscita giornalistica del momento, a chi riflette con calma sul fenomeno viene spontanea una domanda: questo fremito di legalità è una costante del vivere quotidiano della cosiddetta gente perbene locale? LEGGI ARTICOLO COMPLETO

 

Di admin