Sommozzatori nel porto alla ricerca del cadavere

Sommozzatori “armati” d’ecoscandagliatori impegnati da stamane nella ricerca d’un cadavere nello specchio acqueo del grande porto di Schiavonea, a Corigliano Rossano. Sulle banchine, in forze, militari della Guardia costiera della Capitaneria di porto ed i carabinieri della Compagnia coriglianese. Tra quei fondali di dodici metri si cerca il cadavere d’un giovane.

 

Già, perché un 30enne del luogo, Antonino Sanfilippo, è sparito oramai da diversissimi giorni e si sospetta proprio si trovi cadavere nel porto. L’elemento che lo lascia supporre è il rinvenimento, avvenuto tre giorni addietro proprio in quelle acque sotto una delle banchine portuali, del cadavere molto verosimilmente di Pietro Longobucco alias ‘U iancu i varrili, il boss di ‘ndrangheta 51enne sparito dalla circolazione dagli stessi giorni del giovane Sanfilippo. E Sanfilippo, pregiudicato, era legato a Longobucco, col quale pare si vedesse frequentemente.

 

 

 

Antonino Sanfilippo era ancora un bambino quando suo padre, originario di Catania ma stabilito a Corigliano e trafficante di droga tra Corigliano, appunto, la Germania e l’Olanda, venne ammazzato a pistolettate lungo un fiume e vi venne poi gettato ad Arcen en Velden, una piccola cittadina olandese, nell’inverno del 1997. I particolari, agghiaccianti, dell’omicidio, furono svelati anni dopo ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro da Giorgio Basile alias ‘U tedescu, uno dei boss coriglianesi della ‘ndrangheta del tempo poi divenuto collaboratore di giustizia ed autore, insieme ad un famoso giornalista teutonico, d’un popolare romanzo criminale reale divenuto un vero e proprio best seller nell’opulenta nazione del Nord Europa.

 

Il piccolo Antonino, cresciuto nell’“ambiente”, era poi adolescente quando, nel settembre del 2004, fu coinvolto, e successivamente condannato, in un barbaro omicidio, quello d’un senzatetto di nazionalità ucraina, colpito ed ucciso con ferocia a bastonate da un gruppo di giovani del luogo all’interno del monumentale Quadrato Compagna di Schiavonea, ove il poveraccio usava ripararsi per trascorrervi le notti all’addiaccio.

 

E ancora, nel 2012, fu coinvolto nell’operazione antidroga denominata “Fusion” da parte dei carabinieri locali che la condussero. Questo il curriculum vitae del giovane Sanfilippo. Con la sua sparizione – ne sarebbero evidentemente convinti gl’inquirenti della Direzione distrettuale antimafia catanzarese titolari dell’inchiesta sull’omicidio Longobucco ed i suoi “annessi e connessi” – che sarebbe legata a strettissimo filo, e non solo logico, a quella del boss coriglianese che ha riattizzato la guerra di ‘ndrangheta nella Sibaritide. Che dallo scorso mese di giugno, con l’eliminazione d’un vecchio boss del calibro di Leonardo Portoraro, ucciso in uno spettacolare agguato in quel di Villapiana Lido, s’è ufficialmente riaccesa

 

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Di admin