Una ridda di voci incontrollate e un cospicuo dispiegamento di carabinieri in lungo e in largo a Corigliano Rossano. In particolare nella zona marina di contrada Fabrizio, nel coriglianese. Coi militari che presidiano e setacciano la zona del litorale, in particolare la spiaggia.

Si cercherebbe un cadavere umano con la testa mozzata, ma sono soltanto voci. Il momento è delicato e molto preoccupante, anzi sotterraneamente incandescente, in relazione al ritrovamento, avvenuto due giorni fa, in acqua, presso una banchina della grande struttura portuale di Schiavonea, del cadavere molto verosimilmente del 51enne boss di ‘ndrangheta Pietro Longobucco. 

 

Ma, com’è noto, dagli stessi giorni in cui è irreperibile Longobucco lo è pure un 30enne legato agli ambienti criminali dello stesso boss, ed il furgone di cui lo stesso giovane aveva denunciato il furto la sera prima che di lui si peredessero le tracce. Circostanze allarmanti, cui proprio in queste ore s’aggiungerebbe altro allarme perché adesso non si vedrebbe circolare più pure un altro giovane legato agli stessi ambienti.

 

Strettissimo il riserbo e bocche cucitissime sulle indagini in corso da parte del Comando dell’Arma della locale Compagnia, la cui attività investigativa è coordinata dal procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla. Nei cancelli della caserma dei carabinieri dello Scalo, sede della Compagnia, stamane v’era la presenza di numerose persone. S’attendono sviluppi.

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