Apparente età di circa 50 anni, corporatura robusta, carnagione chiara ed una grossa farfalla tatuata sulla pelle saponificata e semidecomposta d’un braccio. Procura di Castrovillari e carabinieri di Corigliano indagano, a Corigliano Rossano, per risalire all’identità dell’uomo rinvenuto cadavere in mare stamane

nei pressi d’una banchina del porto di Schiavonea e recuperato dai militari della guardia costiera della locale Capitaneria di porto. Tre fori sul corpo: un proiettile al petto ed uno al cranio col foro in entrata e quello in uscita da un occhio. E con le gambe piegate, come inginocchiato.

 

Le indagini dei carabinieri in forza al locale Nucleo operativo sullomicidio da stamane sono seguite direttamente dal procuratore Eugenio Facciolla. Secondo i primi rilievi la morte delluomo risalirebbe a circa una settimana fa, giorno più giorno meno. Tutto sembrerebbe ricondurre ad un omicidio di ‘ndrangheta e le indagini, da qui a breve, potrebbero passare di mano dalla Procura ordinaria di Castrovillari a quella distrettuale antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri.

 

 

 

Già, perché col passare delle ore non s’esclude possa trattarsi d’un importante esponente della criminalità organizzata locale. Un uomo allo stato libero ma che non si vedrebbe circolare da svariati giorni. Così come un altro soggetto vicino alla stessa criminalità organizzata locale, ma d’età più giovane del boss presunta vittima.

 

Sarebbero in corso le fasi del riconoscimento, col cadavere trasportato dall’obitorio del cimitero di Corigliano – ov’era stato in un primo momento portato – presso il locale presidio ospedaliero per una serie di radiografie comparative.

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