C’è una foto. Siamo a Parigi. A destra quattro ragazze con la coccarda francese. Di fronte, altrettanti poliziotti. Cosa pensano questi uomini mentre se ne stanno muti al cospetto del nuovo capitolo dei cosiddetti “gilet gialli”? Da una parte e dall’altra della barricata, ci sta lo stesso popolo: gli stessi sogni, gli stessi affanni. In mezzo il silenzio: crudo, violento. Distruttivo. E a Corigliano Rossano?

Qui, cosa pensano i “poliziotti” di sempre del Pd? Hanno intenzione di ascoltare l’altra parte delle barricate? Vogliono confrontarsi o no con ciò che resta del loro popolo elettorale? Intanto, silenzio e segrete stanze. Anzi no, peggio: parole parole e stanze semi deserte. E dire che la questione è semplice, pure troppo.

 

C’è un appuntamento elettorale alle porte, le Comunali del 2019, ed esistono diverse anime del Partito che non riescono a mettersi d’accordo su chi “portare” alle urne. Promenzio? Stasi? O qualche altro jolly? E come si deciderà, comunque: facendo pesare i soliti e deleteri pacchetti-tessere? Intanto il Pd boccheggia. Non supera la batosta nazionale. “La gente non vuole sentire parlare di noi”, la nenia del momento ai piani alti del Partito. Un motivo in più per andarla a cercare, la benedetta gente. Sui Social, per strada, dove ha problemi, magari con le Primarie.

 

Già, le Primarie: possibile che alla soluzione più ovvia dell’attuale, ennesima diatriba interna nessuno ci pensi? “Promenzio imbarca le Destre – Stasi è stato nostro nemico”: parole. Specie nel secondo caso, col rischio di ripetere le fesserie romano-fiorentine che hanno consegnato l’Italia a Salvini, rifiutando il dialogo con Di Maio. Le urne locali del 2019 non possono essere svendute sull’altare dei soliti egoismi. Si coinvolga la gente comune. Si coinvolga il resto del centrosinistra. E poi, appunto, si trovi l’unione facendo decidere tutti quanti con delle Primarie. I “poliziotti” si mettano da parte, se non sanno ascoltare e parlare. Non è più tempo per i manganelli.

 

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