Un calabrese nell’alta burocrazia del Ministero della Salute? Dipende dal calabrese. Già, perché se per caso il nome risponde a quello dell’ingegnere Gennaro Sosto, 49 anni, di Corigliano (foto), il Ministero, il ministro e tutto il cucuzzaro… ci ripensano. E lo mettono in condizioni di rinunciare alla prestigiosa nomina. Di fare, insomma, il cosiddetto “passo indietro”.

L’ingegnere Sosto sarebbe infatti destinato a non figurare fra i tredici componenti il Nucleo nazionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del Ministero della Salute, così come lo designa il decreto emanato lo scorso 29 novembre dal Ministero stesso. Un organismo composto da dirigenti ministeriali e da esperti esterni indicati direttamente dall’importante dicastero di Governo, ed individuati tra una rosa di professionisti di tutt’Italia con spiccate capacità manageriali, professionali e tecniche. E Sosto era stato selezionato proprio come esperto nell’analisi e nella valutazione dei progetti, l’applicazione degli strumenti d’ingegneria finanziaria e del project financing.

 

Ma ch’è successo? È presto detto. L’ingegnere coriglianese, nel recente passato, è stato uno dei protagonisti nella (mala)gestione della sanità in Calabria e sarebbe compromesso – politicamente s’intende – con “ambienti” agli antipodi della politica del Movimento 5 stelle, che col ministro Giulia Grillo (nella foto qui in basso con addosso una eloquente maglietta) oggi guida la Sanità in Italia.

 

 

Gennaro Sosto pagherebbe la propria vicinanza ad Antonio “Tonino” Gentile, l’ex senatore e sottosegretario dei precedenti governi guidati da Forza Italia e dal Partito democratico sotto la cui ala protettiva lo stesso si sarebbe mosso dapprima nella Sanità calabrese per poi arrivare, nel 2016, alla nomina di Direttore generale dell’unica azienda sanitaria della Regione Molise, praticamente quella di massimo dirigente della Sanità in quella regione. Promozione, quest’ultima, letta come un ut amoveatur proprio dalla Sanità calabra, e segnatamente dalla Direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ove l’ingegnere, nel 2014, avrebbe creato taluni “imbarazzi” direttamente connessi all’incarico (forse illegittimo, stando ad alcune denunce) alla direzione dell’Unità operativa complessa “Attività tecniche e patrimoniali” ed alla compatibilità di tale incarico con un altro a lui stesso facente capo, quello di presidente della Commissione aggiudicatrice dell’appalto delle pulizie.

 

Poteva la foltissima rappresentanza parlamentare calabrese del Movimento 5 stelle restare “indifferente” a tale nomina? Certo che no, se consideriamo cosa vanno dicendo da anni – e cosa stanno facendo adesso che sono al governo – gli stessi parlamentari pentastellati calabresi in materia di sanità. Con gli stessi deputati e senatori i quali, al solo sentire il nome di Gennaro Sosto per quell’organismo ministeriale, sarebbero saltati dai loro scranni di Montecitorio e di Palazzo Madama per catapultarsi direttamente nell’ufficio del loro ministro, sul Lungotevere. Avrebbero fatto un bel “casino”, insomma. Che, una volta giunto all’orecchio di Sosto, gli avrebbe saggiamente consigliato il “passo indietro”. E che fonti parlamentari, oggi, confermano…    

 

 

 

 

 

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