C’è chi parla in latino e lo capiscono in pochi, e quei pochi…

C’è chi parla in coriglianese e chi in rossanese. C’è chi non parla, ma s’agita e traffica. C’è chi organizza convegni e ne ha ancora un lungo calendario, ma sedute di fronte, ad ascoltarlo, vi trova sempre le stesse facce d’una delle oramai note armate brancalone che si stanno formando in città da qualche mese in qua tra idealfuturisti, florovivaisti, fiorai, fioriere, lampadine, cacciaviti e chiavi inglesi.

Ci sono poi i personaggi in cerca d’autore, quelli che spuntano dai blog coi volti sorridenti come i funghetti prataioli dopo una mezza giornata di pioggia, per dire ai coriglianesi ed ai rossanesi che vogliono cambiare il mondo e che ci riusciranno, ma che in realtà si stanno prostituendo per entrare in quella o quell’altra lista – indifferentemente dal colore e/o da chi c’è dentro e/o dai valori umani e culturali – così, per un edonistico autocompiacimento. Come andare con Federica, insomma. Come chi è Federica?! Ma lo sanno tutti: la mano amica…

 

Benvenuti – si fa per dire – nella pre-campagna elettorale di Corigliano Rossano, la nuova città nata dalla fusione tra i due ex comuni che nella tarda primavera del venturo anno 2019 dovrà eleggere il suo primo sindaco ed il suo primo consiglio comunale. E se i chiari di luna sono questi, siamo assai pessimisti sulle qualità politiche, amministrative e finanche morali che potranno avere quel primo sindaco ed i suoi assessori e quei consiglieri comunali. D’altronde non è che la fusione tra i due ex comuni abbia consegnato pure l’ampolla d’un olio diverso ai coriglianesi ed ai rossanesi. Quest’olio abbiamo e con quest’olio dobbiamo friggere, o meglio friggerci? Sì, perché se c’è una cosa – su tutte le altre – che la fusione doveva cambiare e che invece non ha cambiato affatto, essa è proprio la politica.

 

Salvo qualche rara eccezione, da un lato i noti vecchi e meno vecchi maiali di Corigliano e di Rossano – che potrebbero molto facilmente avere la meglio – dall’altra solo mezze calzette, nella tentazione di ben altro vezzeggiativo che con insita volgarità renderebbe in modo assai più efficace l’idea. Di tempo, però, ancora ce n’è perché la rotta possa essere positivamente invertita. Corigliano Rossano, per non precipitare nel burrone delle sue tante e gravi questioni aperte, necessita d’una classe politica di fattezza assai differente da quella che si sta profilando. Una classe politica che sia davvero percepita – anzi riconosciuta – da parte dei suoi cittadini come capace d’affrontarle e di portarle alle migliori risoluzioni possibili quelle questioni e che al contempo abbia l’autorevolezza politica necessaria per presentarsi e per ottenere risultati positivi in qualsivoglia sede istituzionale superiore. E questo vale in generale per tutte le stratificazioni politiche e movimentiste presenti. In particolare, poi, noi ci auguriamo che le prime elezioni comunali producano un’amministrazione capace, progressista ed impeccabile sotto il profilo della moralità politica e personale di quanti la incarnino.                           

 

 

Di admin