È destinato a sgonfiarsi, secondo l’avvocato difensore dell’accusato, il caso del 64enne coriglianese indagato per estorsione a seguito della circostanziata denuncia d’una famiglia di San Demetrio Corone che poco più d’un anno fa ha ereditato beni mobili ed immobili appartenuti al fratello defunto proprio dell’accusato.

L’uomo era stato tratto in arresto lo scorso 25 ottobre da parte dei carabinieri. Ma, dopo 48 ore, E.C. è tornato in libertà su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Castrovillari, Carmen Ciarcia, a seguito dell’interrogatorio di garanzia. Il giudice ha convalidato l’arresto ed ha alleggerito la misura cautelare nei confronti del 64enne, il quale adesso ha l’obbligo di recarsi quotidianamente alla Stazione dei carabinieri per la firma, col divieto d’avvicinamento alle persone offese e l’impedimento di comunicare con le stesse con qualunque mezzo.

 

L’avvocato Stefano Liguori del foro di Castrovillari, suo difensore, ha spiegato che l’accusato ha energicamente respinto le accuse d’estorsione, riportando il fatto contestatogli in flagranza da parte dei carabinieri, ad una profferta, da parte della famiglia che l’ha denunciato, finalizzata a rabbonirlo su un’eventuale propria iniziativa d’impugnare in sede giudiziaria civile il testamento del proprio stretto congiunto in favore di persone estranee. L’indagato, ha spiegato ancora il legale che lo difende, ha chiarito al giudice d’avere semplicemente chiesto ai suoi denuncianti che fossero rispettati i suoi diritti sull’immobile ereditato dal defunto, essendo stato questo costruito su un terreno di proprietà comune della famiglia e col fattivo contributo economico da parte dello stesso indagato.

LEGGI ANCHE

San Demetrio Corone: coriglianese pretendeva 80 mila euro su un’eredità non sua 

 

 
 

 

 

 

Di admin