Non v’è alcun dubbio. La (nostra) cronaca della manifestazione ha fatto di gran lunga più rumore della stessa manifestazione. Gli studenti degl’istituti scolastici superiori di Corigliano Rossano lo sanno bene. E se alcune loro rivendicazioni realmente fondate – di questo non abbiamo mai dubitato – dovessero trovare soluzione in tempi rapidi, dovranno ringraziare soltanto il “casino” che loro stessi hanno provocato su Facebook proprio intorno alla nostra cronaca e non già quella manifestazione che nessuno s’è filata manco di striscio. Noi restiamo a fare il tifo per loro e speriamo ogni bene.

Sono decine e decine i commenti pubblici e i messaggi privati che abbiamo ricevuto dal pomeriggio di ieri da parte dei ragazzi, alcuni molto “energici” tanto nei toni quanto nelle parol…acce. Ma è la loro età: figuriamoci a scandalizzarci oppure ad offenderci. Abbiamo scelto alcuni dei loro scritti che passiamo in rassegna.

Ci scrive in privato Serena V.: «Lei parla perché non sa che dietro ognuno di noi ci sono genitori ,che vanno a lavoro alle 5 di mattina per dare un futuro hai propri figli ,c’è un genitore che investe e NOI CAPRE ci teniamo all nostra formazione e a dare orgoglio hai nostri genitori,lei parla perché non sa che mia madre ogni mattina mi dice “Ti raccomando stai attenda quando vai in classe “ e sa il perché ?perché ci sono finestre rotte e sa per caso cosa potrebbe succedere ad quelle finestre di deteriorassero di un po’?sa che il vetro taglia ?no chiedo perché da ciò che ho letto personalmente credo anche a nome di tutti noi ragazzi che lei senza conoscere ha definito “CAPRE”non sappia un tubo di ciò che è la scuola nel nostro paese ,quindi gentilmente prima di scrive barzellette venga ad accettarsi». Allora, Serena, per cominciare t’invitiamo serenamente a rileggere le poche righe che ci hai scritto e speriamo almeno che il tuo professore o la tua professoressa d’italiano t’abbia dato sempre il voto che meriti, cioè due. Perché qualora per caso t’avesse dato tre, la capra è il tuo prof o la tua prof, non tu. Al netto dei tuoi orrori grammaticali, sintattici ed ortografici, ti confessiamo che la scuola, proprio qui a Corigliano, l’abbiamo frequentata pure noialtri un po’ di anni addietro, e come vedi siamo sopravvissuti.

 

Pubblicamente, poi, ci ha scritto Giuseppe F.: «Caro Fabio Buonofiglio, indipendentemente dalla questione in sé (della quale si può discutere tranquillamente), sei come al solito generalizzante e offensivo nei confronti degli studenti. Da anni parli del liceo e non ci sei manco entrato per sbaglio, questa non è informazione, semplicemente, un vero giornalista riesce a ragionare considerando delicatamente le più svariate prospettive, tu purtroppo invece sostieni la tua tesi e chiudi sempre gli occhi davanti al mondo e alla diversità. I più grandi professionisti della penna sono “ascoltatori” attentissimi. Tu non ascolti, tu scrivi e basta. E questo non è giornalismo. Mi dispiace, ma è davvero una brutta caduta di stile, giornalisticamente parlando». Ecco, proprio “giornalisticamente parlando” ignoravamo tu fossi un nostro collega maggiore e ti ringraziamo tanto per la ramanzina quanto per la lectio magistralis. A parte gli scherzi, Giuseppe, come vedi ti stiamo rispondendo, smentendo ciò che tu affermi – vale a dire che non ascoltiamo – perché abbiamo letto tutti i vostri commenti.

 

Infine, riportiamo il lungo ed articolato commento di Davide Gabriele il quale ha da poco compiuto 18 anni – perciò possiamo riportarne il nome per esteso – e del quale condividiamo il pensiero: «La “grande” manifestazione studentesca, come qualcuno la definisce, di stamane a Corigliano Calabro, ha smosso, e non poco gli animi della piccola comunità calabrese. In modo particolare, di un giornalista, ormai noto a chiunque nella piccola cittadina, che ha usato parole non proprio civili nei confronti dei giovani scolari, che ormai da giorni si stanno battendo per la rivendicazione del loro diritto allo studio. L’egregio scrittore, disinformato sui temi, scrive di ignoranza e poca voglia di imparare tra gli studenti stessi, totalmente ignaro di ciò per cui si sta lottando. Aggirando il fulcro del discorso, e prendendosi gioco della società tutta, di forze dell’ordine, e anche di suoi colleghi giornalisti, pretende di infangare un’ intera protesta, che ha visto protagonisti tutti gli istituti d’ istruzione superiore locali. Il perché delle mie parole non vuole sminuire ancor di più chi già si è reso abbastanza ridicolo, ma cercare di farvi capire ancora una volta, le tante problematiche che affliggono la scuola italiana, e in modo particolare quella meridionale. Quanto ai tagli alla scuola, il punto centrale non sono la finanziaria del governo e la riforma della scuola che deve ancora essere discussa (e che andrebbero a detrarre altri 100 milioni all’istruzione pubblica), ma bensì a cosa si andrebbero ad aggiungere: agli ormai famosi 8 miliardi e alle 20.000 cattedre inutili del ministro Gelmini, o ai più recenti 160 milioni entro il 2020, riguardanti la legge 440 (introdotta da Berlinguer ormai 20 anni fa, che stanziava risorse per l’alfabetizzazione degli alunni, per l’aiuto nei confronti di alunni stranieri o di ragazzi in difficoltà o contro la dispersione scolastica), regalo del ministro Gentiloni, o allo 0.1% rivelato dal documento programmatico di Bilancio che rende l’Italia uno dei paesi che da meno attenzione all’orizzonte scuola in Europa, destinandogli solo il 3,5% di spesa in rapporto al Pil. Quanto alla situazione strutturale degli edifici, mancano del tutto piano di evacuazione efficienti e documenti che accertino effettivamente la sicurezza di questi impianti fatiscenti sempre più abbandonati a se stessi. Nelle nostre scuole manca lo spazio necessario e richiesto per legge per ogni singolo studente, ecco allora la formazione di classi pollaio, l’ eliminazione di aule destinate al confronto tra studenti durante le assemblee, l’eliminazione di laboratori per i quali, tra l’altro non è mai stato presente il personale. Lo sgocciolare attraverso le crepe presenti sui muri è accessorio da cui non si prescinde in nessuno dei nostri ambienti scolastici, che versano in condizioni igienico sanitarie assolutamente penose e dove a tenerci compagnia abbiamo blatte, cani e gatti di ogni genere. Non si fa riferimento soltanto a banchi, sedie, lavagne e tapparelle rotti, ma a palestre, strutture e impianti per i quali sono stati spesi migliaia di euro, soldi pubblici, ed ora abbandonate a se stesse e spesso inagibili, a causa di una totale noncuranza delle nostre istituzioni. Mi dispiace se stamattina avete avuto modo di parlare con qualche vagabondo che ha solo voluto perdere qualche giorno di scuola, ma non per questo bisogna fare di tutta l’erba un fascio. La invito a venire a toccare con mano le problematiche che affliggono i nostri istituti. E credo che nessun genitore con un minimo di buon senso voglia mandare il proprio figlio in una trappola nella quale gli viene negato il diritto allo studio. Davide Gabriele, capra della Vª B del Liceo scientifico F. Bruno». Ciò detto, anzi scritto, alla luce di quanto (e tanto) abbiamo letto su Facebook in queste ore da parte dei vostri compagni di scuola, un consiglio finale e generale, in ossequio al nostro provocatorio titolo, pensiamo proprio di potercelo permettere: belate meno, studiate e leggete di più, molto di più. Dentro e fuori le aule scolastiche.

 

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