Parco archeologico nuovamente allagato, la direttrice Bonofiglio già all’opera

 

S’è tenuto nei giorni scorsi, presso la sala convegni del Museo nazionale archeologico della Sibaritide, il primo incontro de “Gli amici del Museo”, con la finalità d’attivare un sostegno al patrimonio culturale mettendo al centro il legame tra il Museo ed i suoi pubblici sostenitori.

L’evento prende spunto dalla volontà d’affiliare al Museo le realtà imprenditoriali, culturali e produttive del territorio della Sibaritide. Gli amici dei musei, presenti da tempo in moltissimi paesi in forme più o meno organizzate, forniscono alle istituzioni culturali un prezioso supporto sul piano finanziario, organizzativo, di raccordo e coinvolgimento della comunità del museo. Il territorio della Sibaritide, noto sin dall’antichità come comprensorio allargato dall’influenza dell’antica colonia greca, conserva ancora oggi la caratteristica, pressoché unica, d’aggregazione attorno al suo museo, riconosciuta come suo grande attrattore. Le condizioni per l’avvio di questa iniziativa sono state create con l’inizio del tirocinio specialistico in Scienze del turismo e del patrimonio culturale dell’Università della Basilicata con cui il Polo museale della Calabria ha stipulato una convenzione.

La direttrice del Museo, Adele Bonofiglio (foto qui in alto), dopo avere ringraziato i presenti, ha voluto specificare la mission della collaborazione: «Creare sinergia. Il Museo di Sibari vuole ispirare un moto di coscienza identitario per i cittadini della Sibaritide. Dobbiamo acquisire consapevolezza delle potenzialità del nostro patrimonio culturale e del nostro territorio, e di tutto quello che insieme, facendo rete, possiamo creare». Il Museo nazionale archeologico della Sibaritide afferisce al Polo museale della Calabria diretto da Angela Acordon.

Frattanto, purtroppo, a seguito del forte nubifragio di due giorni fa, risulta nuovamente allagato il Parco archeologico nella cui area insiste il Museo e già interessato da una drammatica alluvione, nel 2013, che praticamente lo sommerse. L’area archeologica al momento è ricoperta da circa mezzo metro d’acqua. L’allagamento è stato provocato, secondo quanto ha spiegato la stessa direttrice Adele Bonofiglio, dalle recenti copiose piogge degli ultimi giorni ma potrebbe essere legato pure ad un cattivo funzionamento delle trincee drenanti. Il maltempo degli ultimi giorni potrebbe avere mandato in tilt anche il gruppo elettrogeno che alimenta il parco. «Ci siamo già attivati e stiamo lavorando al fine di rimettere in funzione il sistema del wellpoint, cioè il sistema delle pompe idrovore. Speriamo che già nelle prossime ore si possa ritornare alla normalità e solo allora potremmo sapere cos’è realmente successo», ha detto la direttrice.        

 

 

 

 

 

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