Nata in esito al risultato del Referendum consultivo popolare del 22 ottobre dello scorso anno, oggi la nuova città di Corigliano Rossano compie giusto un anno, pur se ufficialmente la fusione tra i due ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano è scattata lo scorso 31 marzo. Sette mesi di vita, dunque.

In un clima incerto, a partire dai tanti punti interrogativi che aleggiano sullo stato delle finanze del nuovo ente, fino alle questioni transitorie più spicce cui si sono dovuti finora imbattere e continuano ad imbattersi i suoi oltre 77 mila residenti. Com’è noto, il Comune è attualmente commissariato per la sua gestione amministrativa ordinaria e per mettere a punto tutti gli atti preliminari finalizzati a far “decollare” il nuovo ente locale nella fase post-transitoria, vale a dire quella che comincerà subito dopo l’elezione del suo primo Sindaco e del suo primo Consiglio comunale.

 

Una delle questioni importanti sarà quella dell’individuazione esatta dell’area su cui progettare, per poi edificarvi, la nuova sede municipale con annessa magari la sede del nuovo Comando della Polizia municipale, da molti politicamente già individuate nella zona baricentrica di contrada Insiti. Accanto a tale questione, però, ve ne sono numerose altre e tutte di fondamentale importanza. Ma la più importante ci sembra la questione finanziaria. Ce la farà il nuovo ente a far fronte alla propria vita con l’aiuto dei circa 3 milioni di euro l’anno per 10 anni che, proprio per la fusione, dovrebbero arrivare dal Governo nazionale a partire dal prossimo anno? Tutto starà all’abilità ed all’oculatezza gestionale di cui dovranno essere necessariamente dotati il primo sindaco e la sua amministrazione comunale.

 

Purtuttavia, la madre di tutte le questioni che si pongono, in questo primo compleanno dal Referendum popolare che ha decretato la fusione Corigliano Rossano, è lo stato di formazione o meno, da parte dei cittadini d’ambedue gli ex Comuni, della nuova coscienza civica d’appartenenza alla nuova città. E proprio qui tocchiamo un tasto dolente. Già, perché essa ci sembra ancora all’anno zero. Appare, infatti, tuttora ben marcato il solco della divisione che segnò la campagna referendaria dell’anno scorso. Un solco che, per alcuni versi, appare ancora più profondo rispetto a un anno fa. Complici determinanti tanto lo stato d’incertezza finanziaria che avvolge il nuovo ente quanto le mai sopite dispute politiche che col passare del tempo sono sempre più proiettate verso il primo, importantissimo, appuntamento elettorale, vale a dire quello della prossima tarda primavera per eleggere proprio il primo sindaco di Corigliano Rossano. Sarà di Corigliano, sarà di Rossano? A nostro giudizio poco importa, perché sarà di Corigliano Rossano. La cosa più importante è che dovrà essere una donna o un uomo dotata o dotato di grande saggezza nell’amministrare, da destra, da sinistra, dal centro e da qualsivoglia partito o movimento politico cui essa o esso appartenga. Sì, saggezza. Almeno 60 quintali: che significano carattere forte, coraggio grande e determinazione ostinata. L’auspicio è che destra, sinistra, centro e qualsivoglia partito o movimento politico – ciascuno nella scelta del proprio candidato – tengano conto proprio di tali requisiti e prima di qualsiasi altro. 

 

 

   

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