Si scrive città di Corigliano Rossano, si legge paesotto provincialotto. Già, perché l’ennesimo approdo d’una nave da crociera nel porto – che oramai non fa scalpore alcuno – ha dato adito alle solite, trite e ritrite polemiche innescate sempre dagli stessi personaggetti in cerca d’autore.

Oggetto del contendere? Non essere stati ufficialmente avvisati dell’approdo della nave con a bordo duemila crocieristi inglesi, la cui “tabella di marcia”, una volta scesi sulla terraferma, era già ovviamente decisa da parte del tour operator del caso, come normalmente funziona in tutti i porti del mondo dove attraccano navi da crociera.

Ma Corigliano Rossano, è noto, è un mondo a sé. Piccolo piccolo. Invisibile. Un peto nell’universo che non fa rumore nè puzzo, come usa dire un nostro caro amico. Non sarà proprio per questo che quanti pretendono chissà quale considerazione non se li fila mai nessuno neppure di striscio?! E pure qualora fossero stati ufficialmente avvisati, il che non era un obbligo da parte d’un privato tour operator internazionale, dove e come i polemici avrebbero potuto dirottare gl’inglesi? Potenziali pirati penserete, considerato che qui si ragiona per mare… 

Allora vediamo d’individuare con precisione il problema dei nostrani pirati. Vi sono dei “qualcuno” qui sul territorio capaci di far loro “il mazzo”, come s’usa dire da ‘ste parti, in fatto di lobbismo pure nel settore dell’accoglienza turistica. Proprio mentre loro, i pirati del nulla, sono impegnati a fare autoturismo ed autoerotismo con festarelle rionali annaffiate da buon vino paesano. Per le “cose grosse” serve invece una consistente dose di cultura d’impresa nel settore turistico.

E poi: avete visto mai in altri porti d’Italia e del mondo bancarelle e tarantelle? La prima volta che una nave da crociera attraccò nel porto coriglianese ciò è stato comprensibilissimo. Era, infatti, una festa più a noialtri che ai turisti. A seguire la “pratica” sa d’un paesottismo e d’un provincialottismo unico al mondo. Ora, provate a immaginare una folla di duemila inglesi tra le tante bellissime chiese, gli altrettanti incantevoli monumenti ed i pochissimi negozi di souvenir e prodotti tipici locali di Corigliano Rossano. Non vi state già sbellicando dalle risate a pensare alle guide, ai commercianti e a qualche presidentone che si cimentano sorridenti in stile e lingua british? Il 20 ottobre ne arriva un’altra, di nave: proviamo?! 

 

                         

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