Cominciamo ad imparare la prima lezione semplice semplice: quando parlano o scrivono taluni parlamentari locali del Movimento 5 Stelle, non bisogna porre attenzione alla connessione teleologica di parole, verbi, avverbi, aggettivi ed altri “orpelli” ortografici, sintattici e grammaticali messi in fila – un po’ come s’è usato fare finora – bensì all’interpretazione che, pro domo loro, ne daranno gli stessi. Bisognerà sempre pazientare soltanto qualche ora.

Per questa nuova via maestra, il deputato Francesco Forciniti su Facebook c’illumina: «Ristabiliamo la verità di fronte alle menzogne di chi vorrebbe vedere morire il proprio territorio e il proprio Paese pur di poter “festeggiare” un eventuale fallimento del Movimento 5 Stelle. Questo è l’intervento integrale del ministro Bonafede, senza tagli ad hoc, il quale conferma che il governo è al lavoro per individuare casi specifici in cui la chiusura dei tribunali si è tramutata in un diniego di giustizia. Poichè noi pensiamo che ciò sia accaduto a Corigliano Rossano, continueremo senz’altro a chiedere al governo con numeri e dati alla mano di lavorare alla riapertura del tribunale, a differenza di coloro i quali hanno taciuto mentre i loro amici di partito a Roma ne decretavano la chiusura!».

Gli fa eco, sempre su Facebook, la collega deputata Elisa Scutellà: «L’idea giusta e sana ed anche più ovvia sarebbe quella di remare tutti nella stessa direzione, uniti per arrivare ad un risultato comune: quello della riapertura del presidio di giustizia della nostra città. Purtroppo, però, mio malgrado, devo constatare con enorme dispiacere come alcuni tentino di distorcere la realtà (in ultimo video e/o dichiarazioni del ministro Bonafede tagliate ad arte) per diffondere l’idea dell’impossibilita della riapertura, creando così un clima di sconforto nella popolazione tutta. In questa battaglia, anche contro i mulini a vento, sto mettendo anima e cuore perché il mio territorio ha bisogno di riavere giustizia scippata in malo modo dai governi precedenti e perché il nostro non è un tribunalino. La scelta della Commissione Giustizia, i molteplici dossier presentati al ministero, i continui contatti con il ministro ed i sottosegretari ed ora la proposta da inserire nella redigenda legge di bilancio per ciò che attiene la riapertura dei tribunali che presentino determinati criteri, il tutto finalizzato ad un unico e solo scopo. Le iniziative ovviamente non si fermano qui, non abbasserò mai la guardia. Vi lascio augurandovi una buona visione dell’intera dichiarazione del ministro».

Senza alcun tipo di considerazione politica – esse competono, appunto, alla politica – per non confondere i lettori la proponiamo pure noi l’intera dichiarazione del ministro Alfonso Bonafede: «Dal mio punto di vista, io devo dire la verità e devo essere franco, oggi non c’è la possibilità né l’opportunità, dal mio punto di vista, di riaprire i tribunali chiusi; è importante, e questo lo sto facendo con gli uffici del ministero, stiamo facendo uno studio molto mirato da questo punto di vista, di andare ad individuare quelle realtà e quelle situazioni eccezionali in cui s’è concretizzato un diniego della giustizia: in questo senso c’è stato per esempio un rinvio della chiusura dei tribunali che si trovano sulle isole, dove per quanto in alcune isole ci sia una minore utenza è oggettivo che la situazione geografica in cui versano quei tribunali rendono praticamente impossibile poter avere una risposta di giustizia. Stiamo studiando tutte le possibili situazioni eccezionali».

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