Appena tre giorni fa la parlamentare rossanese del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà (foto a sinistra), con una propria dichiarazione, aveva fatto accarezzare ai cittadini di Corigliano Rossano la “concreta” possibilità che qui potesse essere aperto un nuovo tribunale, e che, come l’araba fenice, il tribunale di Rossano, soppresso nel 2013 ed accorpato a quello di Castrovillari, potesse risorgere dalle sue stesse ceneri.

«In questi giorni», aveva detto la deputata pentastellata, «ci è stata prospettata la possibilità di proporre nella redigenda legge di bilancio nostri suggerimenti su come e in che modo investire parte dei soldi pubblici. Un’occasione che ai miei occhi è stata vista subito come una possibilità per trattare il problema della riapertura dei presidi di giustizia soppressi dai precedenti governi. Mi sono quindi fatta carico di studiare, assieme ad altri colleghi della mia commissione che ho coinvolto, una proposta che permetta la riapertura di tutti i tribunali soppressi a patto che rispettino i seguenti due requisiti: avere sede in territori ad elevati tasso di criminalità ovvero sprovvisti di infrastrutture stradali tali da permettere il loro raggiungimento in tempi accettabili, anche se attraverso servizi pubblici».

Scutellà informava, inoltre, d’avere «individuato ed ottenuto dai competenti uffici tutte le coperture economiche per questa proposta, immediatamente presentata e depositata».

Ed aveva aggiunto: «È indubbio che la nostra città rientri perfettamente nei criteri individuati per cui la speranza è quella di riuscire a vedere il nostro presidio di giustizia riaprire finalmente i battenti. Non ho voluto attendere un minuto di più per cercare di restituire un servizio che reputo essenziale per la nostra comunità ed oggi sono contenta di poter comunicare di aver depositato questa proposta per provare a realizzare uno dei desideri di una comunità che con tanta fiducia mi ha eletta a sua portavoce. Non stiamo parlando di un atto prettamente campanilistico, ma di riportare la presenza dello Stato in una zona purtroppo notoriamente tenuta sotto scacco dalla criminalità organizzata».

E se Elisa Scutellà non ha atteso un minuto di più, il ministro della Giustizia dello stesso Movimento 5 Stelle, Alfonso Bonafede (a destra), ha atteso un paio di giorni per aprirle addosso il rubinetto della doccia fredda, da Catania, prendendo la parola nel corso del XXXIV congresso nazionale forense davanti agli occhi ed alle orecchie degli avvocati delegati dal foro di Castrovillari: «Io devo dire la verità e devo essere franco, oggi non c’è la possibilità né l’opportunità, dal mio punto di vista, di riaprire i tribunali chiusi».

 

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