Munito di regolare licenza politica, sullo stato attuale della nuova città di Corigliano Rossano è pubblicamente intervenuto l’arcivescovo della locale arcidiocesi, Giuseppe Satriano: «Siamo a pochi mesi dalle elezioni che ci vedranno protagonisti nell’offrire un futuro a queste nostre realtà urbane, Corigliano e Rossano, che abbiamo voluto unite. È un precedente a cui molte altri contesti territoriali guardano con interesse, ma tutto tace!

Il nostro commissario prefettizio Domenico Bagnato, ed i suoi collaboratori, ci stanno aiutando a dare le giuste premesse amministrative per il nuovo comune, ma, sul piano delle proposte e dell’individuazione di responsabilità progettuali, sembra essere calato il silenzio. Ci saremmo aspettati una fioritura di iniziative, di dibattiti, di percorsi che avrebbero potuto dare slancio a questa operazione e innescare processi nuovi per un rilancio del territorio ed un decollo dell’intera area su cui insistono tante altre realtà civiche che rischiano di scomparire – come i  diversi borghi che circondano il territorio di Corigliano-Rossano – e che hanno bisogno di nuova linfa e di nuove motivazioni per poter imprimere una svolta decisiva nel modo di concepire il governo del territorio. Ci ritroviamo una politica che è muta ed un atteggiamento latitante e attendista che danneggiano e inibiscono la realizzazione di un cammino significativo per tutti. La scommessa è alta! In gioco non c’è semplicemente il rinnovo di un organismo comunale, ma il futuro dell’intero territorio che, proprio attraverso la nuova città, potrebbe incamminarsi in un percorso virtuoso, tale da dare risposte concrete a bisogni antichi e nuovi».

Il monito di monsignor Satriano ha provocato la reazione di Enrico Iemboli, esponente del comitato delle cosiddette cento associazioni per la fusione tra Corigliano e Rossano: «La sortita dell’arcivescovo che denuncia l’assenza d’iniziative della politica in previsione delle elezioni per eleggere il sindaco della nuova città non è condivisibile. Con il dovuto rispetto, faccio notare che il comitato delle associazioni è attivissimo e, oltre al confronto e ali dialogo acceso sulla sanità e sulla problematica della Strada statale 106, sta cercando di riunire la società civile e politica per poter fare un discorso nuovo, e cioè: riunire tutte le energie e le intelligenze, tutte le forze, tutti i contributi dei cittadini, intorno ad un progetto e/o percorso che veda tutti insieme in questa prima fase che ho definito e definisco ancora costituente. Caro vescovo, non c’è silenzio né assenza di dialogo, ma confronto continuo. Non vorrei che la chiesa, e quindi l’arcivescovo, con tali premesse, ha l’obiettivo di proporre il proprio candidato, magari chi è vicino alla chiesa ma soprattutto chi è attaccato alla tonaca dell’arcivescovo. Se non è così, mi sta bene, perché il popolo è stanco della politica e di certi personaggi. Se invece l’arcivescovo ha intenzione di proporre una lista civica, lo si ringrazia per il suggerimento, ma se ne stia tranquillo: è quello che sta cercando di fare il comitato».

C’è chi è critico e chi prende al volo la tessera del partito di Satriano: «Recepiamo con favore il monito lanciato alla politica dall’arcivescovo e rilanciamo a tutti – partiti, movimenti, associazioni e cittadini impegnati – la provocazione civile e morale affinché si porti a compimento il percorso del laboratorio politico, avviato di pari passo con l’iter amministrativo che ha portato alla fusione tra Corigliano e Rossano e che ora ha bisogno del supporto di idee e programmi in vista delle consultazioni elettorali». Parole, musica e arrangiamenti de “Il coraggio di cambiare l’Italia”, il movimento che si autodefinisce “di popolo” e “rivoluzionario” (!!!) a guida dell’ex consigliere regionale berlusconiano Giuseppe Graziano, il cosiddetto “generale”: «Da tempo – trovandoci in linea con il pensiero del presule – stiamo predicando unità e impegno, facendoci promotori, insieme ad altre realtà politiche e associative, di un progetto che coalizzi quante più anime unite dall’intento di dar vita alla prima consiliatura costituente di Corigliano-Rossano e garantire, su basi nuove, un governo del cambiamento alla terza città della Calabria» insistono i giovani del movimento civico che invitano i cittadini a una doppia «gazebata di idee e programmi a Rossano domani e dopodomani ed a Corigliano domenica prossima». Chi celebrerà la messa? Sul punto non v’è alcun dubbio: don Giuseppe Graziano, of course!

Altro iscritto di giornata al partito del vescovo è l’ex consigliere regionale berlusconiano Giuseppe Caputo (meno rivoluzionario di Graziano) cui tocca l’omelia: «Condivido e faccio mio questo appello dell’Arcivescovo. E lo faccio perché – aggiunge – che vi sia necessità ed urgenza di porre al centro del confronto sociale e politico sulla Città unica che è tutta ancora da costruire, dal governo delle sue emergenze a quello delle sue opportunità è una evidenza così forte e dirompente che non dovrebbe scandalizzare nessuno. Anzi essa dovrebbe stimolare tutti, senza spocchia, stantie primogeniture né sciocchi atteggiamenti autoreferenziali, a rendersi semmai più umile e disponibile anche soltanto a capire che forse un vuoto progettuale si sente».

Ma per tutta la liturgia non s’è capito affatto se monsignor Satriano abbia da «proporre il proprio candidato tra chi è vicino alla chiesa ma soprattutto chi è attaccato alla tonaca dell’arcivescovo». Misteri della fede: andate in pace. Amen

 

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