Non c’è che dire, perché la “Carella eventi” ci ha visto davvero bene, azzeccandoci alla stragrande. Già, merita ogni tipo di complimento l’agenzia d’organizzazione spettacoli coriglianese, davvero. Mettete una sera di fine estate – solo per il calendario perché fa tuttora caldissimo come in luglio e in agosto – metteteci pure che il giorno dopo apre l’anno scolastico e mettete soprattutto i festeggiamenti religiosi in onore della Beata Vergine Maria Santissima delle Grazie, la “festa della Stazione” come s’usa dire a Corigliano, una delle due grandi anime della nuova città di Corigliano Rossano. Dove da anni non si vedeva la fiumana di gente che v’era ieri sera tra Via Nazionale e Piazza Giovanni Paolo II più nota come piazza salotto (foto in basso).

E il perché ha un nome ed un cognome: Angelo Famao. È un giovanottino trash di 22 anni, scrive e canta ciò che scrive e benché originario di Catania canta in similnapoletano il cosiddetto genere neomelodico. È il fenomeno calabrese dell’estate 2018 e nei 31 giorni d’agosto scorsi avrà tenuto nella nostra regione una quarantina di concerti, aperti come ieri sera a Corigliano Rossano al ritmo del suo più grande cavallo di battaglia Tu si’ a fine do munno, vero e proprio inno all’amore del suo tempo, questo tempo. Il tempo delle migliaia d’adolescenti che hanno letteralmente invaso piazza salotto non senza le loro mamme ed i loro papà, anch’essi in serata impazziti per Famao se già non lo fossero da quando l’istrionico fenomeno ha cominciato a far echeggiare i propri ritornelli d’amore sulla rete di Internet e dei social network che gli stanno tributando enormi consensi.

L’uomo giusto nel posto giusto, insomma. Con la soddisfazione che si taglia a fette non solo tra chi ha organizzato il palco, ma pure tra i componenti il comitato festa della Madonna delle Grazie a partire dal parroco don Vincenzo Ferraro, come pure tra gli esercenti di bar e rosticcerie di Via Nazionale e Piazza Giovanni Paolo II che tra bibite, panini e pizzette hanno chiuso una nottata coi fiocchi oltre che coi tradizionali fuochi d’artificio, come pure ed ancora tra i titolari delle oramai classiche bancarelle.

Famao meravigliao: sul palco movenze da star vissuta e ad un certo punto pure l’espressa arrabbiatura per alcuni problemi tecnici relativi all’audio. Un artista fatto e senza peli sulla lingua. Che chiede gli applausi pur non avendo certo bisogno di chiederli, che introduce le proprie canzoni a parole e qualche perdonabilissima parolaccia, che imbonisce il suo pubblico appellandolo lupacchiotti – e questo proprio non s’è capito perché non siamo a Roma e neppure a Cosenza – e che manda in visibilio la folla di ragazzine e ragazzini che stamane riaffollavano i banchi di scuola. Con rime che il Canzoniere del Petrarca je fa ‘na pippa – “lo sai non ti resisto, con te non ci riesco”, “semm nat pi c’ama senza ci stancà”, “la notte che malinconia, non dormo per la nostalgia”, “lascia perd, nun parlà, gia so tutta a virità” – che fanno da colonna sonora agli stessi giovanissimi che affollando i social ad esternare il proprio dolore per la morte tragica e improvvisa di qualcuno oramai scrivono solo e soltanto R.i.p., acronimo che sta per Riposa in pace e che a migliaia è capace di produrre così tanto riposo e così tanta pace che solo Dio lo sa soprattutto quando doverosamente aggiungono Contoglianze alla famiglia. Comunque Angelo Famao vive e lotta insieme a noi, e questo è l’importante!

 

 

Di admin