Le parole sono importanti. I verbi ancor più. Succede a Corigliano Rossano, anno del Signore 2018. Un esponente d’un movimento politico rilascia un’intervista ad AltrePagine, in cui palesa la propria ambizione di candidarsi a sindaco della città. Ed è “nelle cose” che egli lanci pure una sfida interna al movimento politico d’appartenenza in proiezione del futuro appuntamento elettorale. Qualche ora dopo la pubblicazione dell’intervista giunge una “diffida”, in cui si “smentisce” da parte dei dirigenti cittadino e provinciale dello stesso movimento politico.

Smentire, recita l’autorevole dizionario Treccani, significa “[…]1. Affermare che quanto altri ha detto o pensato è falso o infondato”.

Scrive il signor Paolo Maria Lamenza, coordinatore cittadino della Lega Salvini Premier: «si smentisce categoricamente quanto scritto, privo di ogni fondamento, frutto solo di esternazioni personali da parte del signor Domenico Piattello. Ancor più grave risulta essere il palese ed evidente millantare. In qualità di coordinatore cittadino della Lega Salvini Premier, in accordo con il coordinatore provinciale Bernardo Spadafora, si diffida pubblicamente il signor Domenico Piattello dal volere pubblicare o rilasciare qualsivoglia dichiarazioni che investa direttamente e non il nome del partito e dei suoi dirigenti. In caso contrario saranno avviate le procedure di sospensione ed espulsione».

Invitiamo chiunque non abbia letto già l’intervista di Piattello a cercare qualsivoglia sua dichiarazione che investa direttamente e non il nome del partito e dei suoi dirigenti. E invitiamo Lamenza a rivelarci di quali poteri divinatori a noi umani occulti egli disponga per essere entrato nel cervello di Piattello e poter affermare che la personale ambizione dichiarata dall’iscritto alla Lega Salvini Premier ma in nome e per proprio conto sia priva d’ogni fondamento! Che le dichiarazioni “incriminate” da Lamenza siano frutto d’esternazioni personali di Piattello non ce lo doveva mica venire a spiegare un analfabeta: già, perché “diffidare” – sempre dal Treccani – vuol dire “[…]2. tr. Invitare qualcuno ad astenersi da un determinato comportamento o a compiere una determinata attività, sia oralmente, sia, in senso proprio, mediante esplicita diffida scritta”.

A noi, invece, viene naturale pronunciarne un altro di verbo, l’unico veramente appropriato alla nota del coordinatore della Lega Salvini Premier. Vale a dire “censurare”. Che significa “[…]2. a. Sottoporre a censura, cioè al controllo dell’autorità pubblica”. E – giusto per erudire il coordinatore cittadino della Lega Salvini Premier – riportiamo il primo comma dell’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Questa la “forma” della questione, ma la forma in taluni casi – come questo – è essa stessa “sostanza”. E veniamo proprio alla “ciccia” della faccenda. Perché Lamenza non ha detto una sola parola di merito in relazione a quanto, in modo elegante («senza nulla togliere ad altri esponenti locali della Lega»), ha dichiarato Domenico Piattello? Perché non gradisce le esternazioni dell’iscritto alla Lega Salvini Premier Piattello? O meglio: perché non gradisce Piattello?

(nella foto in alto, Domenico Piattello col vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dell’Interno Matteo Salvini)

LEGGI L’INTERVISTA A PIATTELLO

Corigliano Rossano | Comunali 2019: Piattello (Lega) pronto a candidarsi sindaco

  

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