Filomena Greco (foto) da oggi può tornare in sella alla poltrona più importante del Comune di Cariati. La sindaca era stata sospesa immediatamente dall’incarico da parte del prefetto di Cosenza, in seguito alla misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari che lo scorso 17 luglio le aveva applicato il divieto di dimora a Cariati ed a Corigliano Rossano in relazione ad un’inchiesta della locale Procura riguardante l’affidamento diretto ad un’impresa coriglianese dell’appalto sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Nei giorni scorsi, dinanzi il tribunale del Riesame di Catanzaro, s’è discusso il ricorso che era stato depositato dai legali della sindaca 52enne rieletta per la seconda volta lo scorso mese di giugno, gli avvocati Enzo Belvedere e Giuseppe Labonia.

«La vicenda», spiega l’avvocato Belvedere, «afferisce ad un affidamento adottato dal Comune di Cariati nei confronti di una ditta di raccolta rifiuti, allorquando la precedente impresa aveva ricevuto dalla prefettura di Crotone una interdittiva antimafia. Il provvedimento di nuovo affidamento è stato adottato su ben precisi presupposti normativi, afferenti la tutela igienico sanitaria ed il decoro urbano, oltre la necessità ed urgenza di provvedere nel più breve tempo possibile alla sostituzione della ditta tacciata di mafia. La Procura di Castrovillari prima, il giudice per le indagini preliminari poi, ritenevano inesistenti le ragioni di urgenza e contingibilità, potendo da un lato addirittura mantenere l’appalto in essere con la precedente ditta, dall’altro, espletare una gara o una licitazione privata che avesse almeno 5 ditte come destinatarie.

L’imputazione che si muoveva era afferente la norma di cui all’articolo 353 bis del Codice penale, che presuppone un accordo collusivo tra il Pubblico ufficiale ed il privato cittadino, in occasione di procedimenti amministrativi, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente. Il sindaco Greco ha sin da subito sostenuto che non solo nessuna collusione vi fu, quanto nessuna previa conoscenza con la ditta che ha sostituito la precedente. Lei si è determinata, in seconda battuta, dopo che il preposto dirigente aveva preso i primi doverosi contatti ed aveva revocato la precedente ditta “mafiosa”, a confermare la scelta anche su un presupposto di minor somma pretesa per il medesimo servizio. La bontà della scelta effettuata è stata portata all’attenzione dei giudici del Riesame (primi a volersene occupare funditus!), attestando il risparmio cospicuo per la Città di Cariati di ben 500 mila euro in un anno, rispetto ad un appalto di un milione circa. In pratica, l’oculata scelta della nuova ditta, seria ed ineccepibile, maturata in clima d’urgenza e di necessità, ha avuto come felice conseguenza un notevolissimo risparmio di gestione dei rifiuti per il Comune di Cariati.

Altro argomento forte, portato all’attenzione dei giudici del Riesame, ma già prima conosciuto e sottovalutato, è stato quello della medesima valutazione operata dal Commissario prefettizio, dottor Reppucci, allorquando ha sostituito il sindaco Greco alla guida del Comune di Cariati. Egli ha adottato la medesima ordinanza, sulla base dei medesimi presupposti normativi e di fatto. Sin da subito ho avuto la palese sensazione di un grossolano errore giudiziario, aggravato dal fatto che un gip, ascoltando l’indagata, che ha offerto documenti determinanti, mancanti nella fase delle frettolose indagini preliminari, non ha voluto intendere la palese inesistenza del fatto contestato, che avrebbe dovuto portare al plauso rispetto al lavoro di una ineccepibile professionista. Il sindaco Greco torna immediatamente al suo lavoro, dal quale è stata ingiustamente allontanata».

Revocate dai giudici del Riesame le misure cautelari pure per tutti gli altri coindagati.

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