Un tempo – ma ancora oggi – non appena entravi in un centro storico t’ìmbattevi in un’insegna scritta in latino, Pro loco, recante il nome del loco in cui ti trovavi ed il suo simbolo, generalmente il monumento più noto e quindi più rappresentativo. Con una porta praticamente sempre aperta e con persone sempre sorridenti, cordiali, gentili, a darti il benvenuto nel loro paese, a fornirti una cartina turistica, un volumetto-guida contenente pure informazioni su dove poter eventualmente mangiare, bere e dormire, ad aiutarti attraverso indicazioni, ad offrirti consigli su posti da visitare e da non perdere, persino ad accompagnarti a mo’ di Virgilio o Cicerone.

Questa la Pro loco, in ogni tempo e soprattutto in questo tempo in cui una tale libera associazione di cittadini che amano il luogo che abitano spesso è piacevolmente costretta a supplire le funzioni dell’ente pubblico – il Comune – a causa delle sempre maggiori ristrettezze finanziarie che lo stesso ente pubblico può dedicare al settore dell’accoglienza turistica e delle attività artistiche che li facciano divertire i turisti, allietandone la loro breve o meno breve permanenza nel paese.

A Corigliano Rossano, sul versante coriglianese, le cose vanno in modo assai diverso, nonostante l’innegabile impegno dei (pochi) soci della Pro loco. A cominciare dall’assenza d’una sede, che naturalmente dovrebbe essere ubicata nel centro storico, magari con una seconda sede alla marina di Schiavonea. Il Comune, che dispone di propri immobili tanto in centro storico quanto a Schiavonea, finora non è riuscito a soddisfare le esigenze della Pro loco coriglianese, contribuendo ad incrementare la “desertificazione” dell’associazione la cui presenza non può che essere positiva a Corigliano Rossano come in ogni altro luogo. I soci, tra mille difficoltà, ad ogni modo s’arrabbattano riunendosi quando in un bar quando in un altro posto qualsiasi. Fosse però questo l’unico problema…

È proprio di qualche giorno fa, infatti, una nota stampa al veleno della stessa Pro loco coriglianese, a firma del presidente Domenico Terenzio (foto in basso a sinistra), che parte dalla denuncia circa l’abusivo utilizzo del logo dell’associazione da parte d’altri soggetti più o meno accreditati presso il Comune di Corigliano Rossano per alcune manifestazioni tenutesi in queste settimane estive, e non si limita certo a quello.

Ad ogni buon conto, il “ruvido” presidente Terenzio mette a nudo una questione complessiva – quella della gestione mista pubblico-privata delle attività finalizzate all’accoglienza turistica – nell’ambito della quale il versante coriglianese della Città di Corigliano Rossano fa davvero acqua da tutte le parti. Pro loco compresa. Che, anziché lodarsi – chi si loda s’imbroda, come suol dirsi – dovrebbe, con coraggio e diligenza, saper fare autocritica, laddove, soprattutto in questi ultimi anni, s’è distinta quasi esclusivamente per le polemiche esterne ed interne, anche attraverso due repentini cambi di presidenza che non hanno affatto invertito una tendenza negativa al netto dell’impegno speso in alcune riuscite manifestazioni, di richiamo, comunque, esclusivamente localistico.

Basta operare un confronto, senza andare lontano bensì rimanendo coi piedi nella stessa casa, col versante rossanese. Qui la Pro loco è presieduta dal giovane Federico Smurra, laurea in Scienze turistiche, specializzato con un master di secondo livello in Management del turismo presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione dell’Università della Calabria, quindi un professionista di settore ed al contempo amante di Rossano e della rossanesità, e non crediamo sia un caso che Smurra è pure il segretario del coordinamento provinciale delle Pro loco. A Rossano la Pro loco ha una sede sempre aperta in centro storico e d’estate gestisce il punto d’informazioni turistiche sul lungomare di Lido Sant’Angelo (quest’estate però è rimasto chiuso per problemi logistici connessi alla vandalizzazione della sede). Qui i soci attivi della Pro loco sono in numero assai maggiore che a Corigliano (in basso a destra la foto di gruppo del consiglio d’amministrazione), la sede è accreditata dallo Stato per lo svolgimento del servizio civile nazionale, l’associazione dispone d’un sito internet costantemente aggiornato, di cartine turistiche, di volumetti-guida contenenti informazioni sulla ristorazione e sul pernottamento, organizza il servizio di guida turistica, promuove manifestazioni di cultura locale, eventi artistici e d’intrattenimento, invia costantemente le proprie newsletter ad un ampio indirizzario, a partire dagli organi d’informazione.

Corigliano Rossano non è il ridente paesello di Scasazza di cui basta essere fortemente innamorati per animarne la Pro loco. Corigliano Rossano è una grande realtà di bellezze naturali, arti e culture, con due centri storici e diversi altri luoghi di grande importanza ed interesse e con le due Pro loco esistenti com’è giusto debba continuare ad essere. Sul versante coriglianese però non basta l’amore profuso in modo diciamo “spartano” da una Pro loco che dovrebbe invece porsi al passo coi tempi, con questi tempi. Perché – in fondo – è proprio questa la ragione per la quale avanzano evidenti tentativi di farsi spazio da parte di libere associazioni territoriali alternative ed aventi le stesse finalità della Pro loco

LA NOTA STONATA DEL PRESIDENTE TERENZIO «La proloco città di Corigliano, dopo una serie di fraintendimenti di varia natura, sente l’obbligo di precisare e chiarire alcune questioni, soprattutto in merito all’utilizzo del proprio logo in manifestazioni di altre associazioni mai discusse o tantomeno decise insieme. “Crediamo – afferma il presidente Domenico Terenzio, che non ci sia bisogno di creare confusione con enti o cittadini, poiché da decenni ormai questa proloco ha sempre operato concretamente su tutto il territorio, attraverso le centinaia di manifestazioni svolte e protocollate che tutti conoscono, con un impegno costante e soprattutto apprezzato dalle migliaia di presenze riscontrate. Ultimamente purtroppo, molte delle manifestazioni storiche di proloco, sono state addirittura goffamente scopiazzate con esiti mediocri sia nella qualità che nel risultato, ma ciò che è più grave è “l’ingenuo” supporto dato dal comune che in realtà avrebbe dovuto affidare il coordinamento e la gestione di tutte le manifestazioni di promozione e valorizzazione turistica proprio alla proloco, così come da accordi verbali presi con la dott.ssa Greco sin dal mese di maggio 2018. “- purtroppo, continua il presidente Terenzio, gli accordi verbali non sono stati rispettati, nonostante la proloco chiamata sempre a sopperire alle emergenza ha sempre risposto in modo eccellente e pronto, così come ne nostro comune non si è concretizzato quanto stabilito nel protocollo d’intesa nazionale di tutte le proloco con l’Anci nazionale, dove appunto si riconosce il ruolo guida a tutte le proloco in ogni realtà, sottolineandone il ruolo di associazione “madre” che deve essere supportata dall’ente comunale in modo prioritario anche attraverso assegnazione di una sede più volte inutilmente richiesta e mai avuta, per fare in modo di poter espletare nei mesi di maggiore flusso turistico, un servizio anche di punto informazioni turistiche con le proprie figure professionali presenti e radicate nel territorio così come avviene nella maggior parte delle realtà turistiche italiane in espansione. (ricordiamo innumerevoli immobili comunali in abbandono o in disuso ed altri affidati invece ad associazioni singole con finalità diverse.) abbiamo sperato che qualcosa in positivo potesse cambiare solo durante il breve periodo dell’assessore Alessandra Capalbo e del vice sindaco Oranges che hanno dimostrato sempre attenzione con progetti e ragionamenti seri e concreti ma sfortunatamente interrotti dal cessare dei rispettivi mandati. Nonostante negli anni gli interlocutori politici ed amministrativi della nostra macchina comunale abbiano fatto orecchie da mercati e non abbiano compreso l’autorevolezza e l’istituzione che proloco rappresenta preferendo la linea dei “contentini” a tutti a discapito di un investimento atto a cambiare volto nello scenario turistico, la proloco ha continuato la sua attività con mezzi irrisoria con grande passione e dedizione attraverso manifestazioni di grande successo e richiamo come il Carnevale, notte d’estate, passeggiate ecologiche, serenate, infiorate, mercatini, sagre, balli, canti popolari e tantissimi altri eventi in collaborazione con associazioni che hanno concretamente operato sul territorio e condiviso scopi, obiettivi e soprattutto amore per il territorio come White Castle, Sinergie, Magica festa, ass. Coriglianeto, peperoncino jazz festival, Perseo, Framundo, Ettore Carella eventi, croce rossa italiana e tanti altri ancora. Pertanto riteniamo opportuno e doveroso che ogni volta che si vuole utilizzare il logo della proloco sia richiesta l’autorizzazione al presidente chiarendo scopi e ruoli inerenti all’evento in modo da non andare contro gli obiettivi previsti dallo statuto della proloco. Ricordiamo infine che questa proloco città di Corigliano, è iscritta all’albo nazionale con decreto ministeriale dal 1965 e da allora presente e radicata sul territorio». Proloco città di Corigliano, il presidente Domenico Terenzio

  

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