Il cantiere dei lavori avrebbe dovuto aprire i battenti lo scorso 10 luglio, ma già v’era un ritardo. Due giorni dopo, il 12, la maxinchiesta della Procura di Castrovillari sul ritenuto cartello illecito d’imprese finalizzato all’accaparramento d’appalti pubblici attraverso l’adulterazione della gare in tutt’Italia, vedeva finire in manette ed in carcere, sotto i colpi d’una corposa ordinanza cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale Luca Colitta, il 35enne Piero Benincasa (foto), originario di Corigliano ma da qualche anno residente a Vallefoglia, in quel di Pesaro-Urbino, e nei guai pure la sorella 26enne Serena Benincasa, anch’ella residente nello stesso Comune del Pesarese.

La maxindagine del procuratore Eugenio Facciolla, denominata Comune accordo, era scattata partendo dalla gestione dei lavori pubblici nell’ex Comune di Corigliano Calabro ma s’era estesa all’intera Penisola considerata l’attività e l’influenza del presunto cartello messo su dalla supposta associazione a delinquere. E l’EdilBenincasa Srl, l’impresa amministrata dal giovane imprenditore di Corigliano Rossano ed attualmente sotto sequestro, era l’aggiudicataria per i lavori di messa in sicurezza e consolidamento d’un pericolante ponte proprio a Pesaro, quello di Porta Fano. Che adesso – con ogni probabilità – verrà abbattuto.

Il 12 luglio presso gli uffici tecnici del Comune di Pesaro s’era presentata la Guardia di finanza, che aveva appurato come l’impresa di Benincasa avesse vinto la gara d’appalto da circa centomila euro finalizzata al rifacimento del ponte e in quel momento in Municipio avevano appreso che Piero Benincasa era stato arrestato per associazione a delinquere in merito ad altri appalti pubblici in Calabria. L’EdilBenincasa s’era aggiudicata i lavori del ponte per 93 mila euro, con un ribasso del 18% sull’importo base previsto dalla gara.

Ma il ponte resta lì con tutti i suoi pericoli. Una perizia del 2017 ne aveva messo in luce le sue magagne – ferri arrugginiti, cemento ammalorato, crepe evidenti – facendo emergere l’impossibilità di continuare a farvi transitare i mezzi eccezionali per una serie di ragioni strutturali. Adesso in Comune stanno valutando l’ipotesi d’abbatterlo, sotto la spinta emozionale del tragico crollo del Ponte Morandi di Genova dello scorso 14 agosto che ha provocato oltre quaranta morti.

LEGGI ANCHE

Appalti truccati: scacco matto della Procura all’ex Comune di Corigliano

Appalti truccati a Corigliano: i nomi degli indagati

Il “comune accordo” per truccare gli appalti e l’affaire di piazza salotto 

 

Di admin