Vi sono delinquenti pronti a colpire in qualsiasi momento, pur di truffare, o meglio rubare alle loro vittime prescelte, ingenti somme di denaro. E, come ogni estate, gli anziani sono i preferiti a tornare nel mirino di questi farabutti seriali. Che tentano il colpo grosso, inventandosi di sana pianta una storia tanto verosimile da indurre (poche volte, per la verità) le persone d’una certa età a dare credito a chi telefona nelle loro case per evitare che i propri figli s’inguaino più di quanto già non lo siano.

E non lo sono affatto. Ci giungono infatti in redazione testimonianze di cittadini di Corigliano Rossano e del vasto comprensorio della Sibaritide. Raccontano di telefonate che, loro malgrado, alcune anziane donne hanno ricevuto in queste ultime settimane. Di prima mattina. L’interlocutore misterioso sa tutto o quasi della vittima e spiega che uno dei suoi figli è finito nei guai, avendo accumulato dei debiti. Un motivo valido, secondo il truffatore, per chiedere soldi alla famiglia, come avrebbe fatto un sedicente avvocato, una delle figure inventate dai malviventi.

In alcuni casi le persone anziane, purtroppo, hanno deciso di pagare e i truffatori si sono presentati a casa ricevendo brevi manu il bottino. In altri invece il disegno criminoso per fortuna non è andato a buon fine perché le vittime hanno avuto la lucidità di far presente di voler parlare prima col proprio figlio o la propria figlia, e, ovviamente, l’impostore di turno non ha potuto fare altro che chiudere in fretta la conversazione. Altre volte i malfattori sono stati incastrati dalle vittime, che hanno chiesto di sapere se loro conoscessero alcuni elementi informativi molto precisi riguardanti la figlia o il figlio del caso, capendo subito che quella non poteva che essere una truffa.

Vi sono già delle denunce, e la Procura di Castrovillari è già al lavoro per capire chi sono questi Mister X che tentano di truffare gli anziani, con una squadra investigativa che spera di portare a casa risultati importanti entro breve tempo. Nel frattempo: occhio, anzi orecchio… 

  

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